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Pannelli solari nel Sahara fornirebbero energia al mondo: le tesi diventata virale su Twitter

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Pubblicato il 30/12/2022
Di Team Digital
Pannelli solari nel Sahara fornirebbero energia al mondo: le tesi diventata virale su Twitter


Si parla sempre più spesso di energie rinnovabili e di alternative, la crisi climatica e quella energetica spingono individui e aziende a cercare una soluzione sostenibile. Tra le diverse proposte c’è quella dello sfruttamento di un’energia che è, quasi, inesauribile: quella del Sole.


L’energia solare tradotta dai pannelli fotovoltaici non è una novità; tuttavia, non ha ancora preso piede in maniera massiva. Pare però, secondo una tesi, che potrebbe essere la soluzione ai problemi di fabbisogno energetico e di crisi climatica che stiamo vivendo.


La tesi sui pannelli solari nel Sahara: il tweet virale


La superficie totale di pannelli solari che servirebbe per dare potenza al mondo intero, all’Europa o alla Germania”. Così scrive in un tweet Massimo Orgiazzi, utente molto seguito dagli appassionati e dalle appassionate di scienze e tecnologie. Alla descrizione è inclusa una foto che mostrerebbe parte del nostro mondo, nella regione sahariana, dove nel grande deserto sarebbero evidenziati tre quadratini con le diciture: “Mondo”, “Europa” e “Germania”.



Perché questo tweet è diventato così virale? In realtà non è la prima volta che succede. Questa immagine si rifà alla tesi di Nadine May, ricercatrice tedesca dell’Università di Braunschweig nella quale sostiene come il Sahara possa essere una fonte preziosa di energia solare per alimentare il mondo.


La viralità del tweet è data dal commento di Elon Musk, che ha scritto: “È una mossa così scontata!”. Ovviamente Musk ha un interesse in gioco in quanto la sua Tesla vende anche accumulatori per impianti a energia fotovoltaica.


Non è l’unico a commentare: “Certo, se non ti serve elettricità di notte”, scrive ad esempio l’ex vice segretario all’Energia Usa Robert Paduchik.  


Ma cosa c’è di vero e realizzabile nella tesi di Nadine May?


Come leggiamo su Il Corriere, nella tesi della ricercatrice, si ipotizza la possibilità di affidarsi a energie rinnovabili, tenendo in conto del livello di irraggiamento solare nelle varie zone del pianeta. May avendo calcolato il fabbisogno energetico medio mondiale, europeo e tedesco, stima dunque le porzioni di deserto che potrebbero produrre l’energia solare sufficiente. È però un esercizio ancora teorico: “Un’area di 254 km x 254 km potrebbe essere abbastanza per accogliere il totale di domanda di elettricità del mondo. Il quantitativo di energia necessaria all’Europa a 25 Stati potrebbe essere prodotto in un area di 110 km x 110 km. Per la Germania è richiesta un’area di 45 km x 45 km”.


Tuttavia Nadine May non parla di pannelli fotovoltaici come riportato erroneamente nel tweet, ma di centrali solari termoelettriche, un tipo di impianto che sfrutta una distesa di specchi per catturare l’energia del sole e la usa per riscaldare condotte in cui scorre un liquido che una volta riscaldato produce vapore necessario per mettere in moto turbine che a loro volta generano elettricità.


Il calcolo della scienziata è corretto e ad oggi ad Abu Dhabi esiste già un impianto solare che sfrutta proprio questa funzionalità. A quanto pare non si è lontani dalla fattibilità di utilizzare l’energia del Sole per il nostro Pianeta.


Foto: Twitter e Chelsea Unsplash


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