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Nemo’s Garden: il primo orto subacqueo del mondo è italiano

Si trova in Liguria ed è una soluzione per contrastare il consumo di suolo e l’aumento di domanda di cibo.

Si chiama Orto di Nemo, o “Nemo’s Garden”, come si trova su tutti i social, ed è il primo orto subacqueo al mondo.

L’idea è nata dall’intuizione dell’ingegnere Sergio Gamberini che, assieme all’azienda di attrezzature subacquee Ocean Reef Group, ha brevettato il progetto ecosostenibile e arriva da un’esigenza mondiale concreta: nel 1950 la Terra era popolata da 2,5 miliardi di persone, mentre oggi siamo più di 8 miliardi con una stima della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) che ci porterà a essere 10 miliardi nel 2050.

Aumentando la popolazione, aumenta anche la richiesta di cibo e nel corso degli anni l’uomo è dovuto ricorrere a una serie di sistemi per poter rispondere alle esigenze mondiali: allevamenti e agricoltura intensivi, deforestazioni, inquinamenti e gestione insostenibile delle risorse naturali rischiano di aumentare ancor di più con la necessità di produrre ancora più cibo.

Sulle coste del comune di Noli, in provincia di Savona, sono state ancorate al fondale marino 6 biosfere di plexiglass a una profondità tra gli 8 e i 10 metri per creare un sistema di agricoltura alternativo: la conformazione di queste sfere permette di produrre acqua dolce facendo evaporare quella marina. Grazie a questo sistema si sfruttano anche altre risorse naturali e già esistenti, come il movimento e la forza dell’acqua e i raggi del sole, che grazie alla rifrazione solare, permettono di far avere il 94% della luce alle piante.


L’ambiente che si va a creare è molto favorevole alla crescita delle piante: all’interno delle biosfere c’è una temperatura costante di 26 gradi, un tasso di umidità dell’83% e grandi concentrazioni di anidride carbonica; in più non è necessario l’utilizzo di fertilizzanti e insetticidi perché insetti e parassiti non possono raggiungere le piante.

Il tipo di agricoltura, definito agricoltura idroponica, è un ottimo progetto sperimentale: se portato avanti, può rappresentare un’alternativa per tutti i paesi costretti a desalinizzare l’acqua del mare per poter irrigare i campi e più in generale può consentire di ottenere spazio da dedicare all’agricoltura in tutte quelle località in prossimità di una costa.


Foto: Nemo’s Garde, via Instagram

Pubblicato 18.09.2021

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