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Il modello scozzese che sfida il declino globale: la natura si riprende tutto con numeri da record

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Pubblicato il 03/04/2026
Di Team Digital
Il modello scozzese che sfida il declino globale la natura si riprende tutto con numeri da record


Un aumento del 261% nel numero di uccelli e territori riproduttivi che crescono di oltre il 500%. Non è una proiezione ottimistica per il futuro, ma la fotografia attuale di ciò che sta accadendo in Scozia. Mentre il resto del mondo combatte contro la perdita di biodiversità, i siti dedicati al rewilding nel territorio scozzese stanno registrando un recupero definito dagli esperti come drammatico, nel senso più positivo del termine. I dati, emersi da un’analisi condotta su oltre 100 aree riqualificate, mostrano come la natura, se lasciata libera di agire, sia capace di invertire la rotta in tempi record.


Il successo del rewilding: uccelli e insetti tornano a popolare la Scozia


La ricerca, coordinata dall’organizzazione SCOTLAND: The Big Picture e analizzata dagli ecologi della Liverpool John Moores University, ha messo a confronto le zone soggette a rinaturalizzazione con le aree limitrofe non gestite. I risultati non lasciano spazio a dubbi: nelle terre restituite alla natura, la varietà di specie di bombi e farfalle è più che raddoppiata, con un’abbondanza di esemplari aumentata di dieci volte. Anche la flora ha risposto con vigore, registrando un incremento del 250% delle piante ricche di nettare, fondamentali per sostenere l’intero ecosistema degli impollinatori.


Secondo il dottor Ross Macleod, ecologo che ha curato l’analisi dei dati, la chiarezza di questi risultati è sorprendente. Specie di uccelli minacciate come il pigliamosche, il cuculo e la beccaccia, che stanno subendo cali drastici a livello nazionale, in queste aree sono diventate presenze comuni. Si tratta di una controtendenza netta rispetto ai trend climatici e ambientali globali, che fornisce una prova concreta di come il rewilding possa garantire un recupero ecologico misurabile e duraturo.


Isole Orcadi: la guerra ai predatori alieni salva i rapaci


Spostando lo sguardo verso l’arcipelago delle Orcadi, la sfida per la conservazione ha assunto una forma diversa: la lotta alle specie invasive. Uno dei mammiferi più rari del Regno Unito, l’arvicola delle Orcadi, sta tornando a prosperare grazie a un programma mirato all’eradicazione degli ermellini, introdotti accidentalmente dall’uomo e diventati una minaccia per l’equilibrio locale. Il progetto, denominato Orkney Native Wildlife Project, ha portato la popolazione di arvicole ai livelli più alti registrati dal 2019.


Il recupero della piccola preda ha innescato una reazione a catena positiva per l’intera catena alimentare. I monitoraggi ufficiali confermano infatti che anche i predatori naturali, come l’albanella reale e il gufo di palude, stanno aumentando di numero. L’albanella reale, in particolare, è uno dei rapaci più rari e affascinanti del territorio britannico. Vedere queste specie tornare a popolare i cieli delle isole non è solo un successo per gli esperti del settore, ma un segnale di speranza per la resilienza degli ecosistemi insulari.




Foto: iStock.


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