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Ecologico, high-tech e balneabile nel 2027: Roma trasforma il Laghetto dell’Eur

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Pubblicato il 08/05/2026
Di Team Digital
Ecologico hightech e balneabile nel 2027 Roma trasforma il Laghetto dellEur


Roma ha un sogno: trasformare il suo Laghetto dell’Eur in uno specchio d’acqua balneabile, pronto a ospitare gare internazionali di nuoto e tuffi. Un progetto ambizioso da 7,9 milioni di euro, annunciato da Eur SpA, che promette di rivoluzionare uno dei simboli della capitale. Ma come si passa da un bacino artificiale a un impianto sportivo d’eccellenza? Ecco tutte le tappe di una metamorfosi che potrebbe cambiare il volto della città.




Laghetto dell’Eur balneabile nel 2027: il piano da 7,9 milioni


Entro la fine del 2027, il Laghetto dell’Eur dovrebbe raggiungere standard di balneabilità tali da consentire attività in acqua in totale sicurezza. Il progetto, guidato da Eur SpA (partecipata dal Ministero dell’Economia e da Roma Capitale), prevede un investimento complessivo di 7,9 milioni di euro. Di questi, 3,5 milioni sono già stati destinati a studi preliminari, analisi idrogeologiche e progettazione. L’obiettivo non è solo estetico: si punta a un ripristino permanente della qualità dell’acqua, con interventi mirati e duraturi.


Bonifica e mappatura: così si ripulisce un lago artificiale


Il primo passo concreto è stato affidato ad Acea Infrastructure, che ha avviato la mappatura dello stato delle acque. Un’operazione fondamentale per definire le modalità di bonifica, che prevede la rimozione dei sedimenti dal fondale. Il lago, inaugurato nel 1961 e profondo mediamente 2,60 metri, si estende su circa 85.000 metri quadrati: un’area vasta che richiede interventi graduali e precisi. Le operazioni, che si protrarranno per tutto il 2027, rappresentano il cuore tecnico del progetto. Solo così si potrà garantire un’acqua pulita e controllata, pronta per ospitare eventi sportivi di rilievo.


Non una piscina pubblica, ma un’arena per lo sport internazionale


Attenzione: il Laghetto dell’Eur non diventerà una piscina cittadina aperta a tutti. Almeno nella fase iniziale, lo spazio sarà riservato a competizioni sportive di alto livello, come gare di nuoto e tuffi. L’obiettivo dichiarato è trasformare il bacino in un polo per eventi internazionali, una sorta di arena a cielo aperto. Solo in un secondo momento si valuterà un’apertura più ampia al pubblico, ma per ora la priorità resta quella sportiva. Un cambio di rotta che punta a valorizzare il lago non come semplice attrazione turistica, ma come infrastruttura di prestigio.


Ambiente, tecnologia e città: il triangolo vincente del progetto


Il progetto non si limita allo sport. Il miglioramento della qualità dell’acqua avrà ricadute positive anche sull’ecosistema locale, contribuendo a rafforzare l’equilibrio ambientale del laghetto. L’intervento segna un’evoluzione: da elemento paesaggistico a spazio multifunzionale, dove tecnologia, sostenibilità e utilizzo urbano si integrano. Non si tratta solo di bonificare, ma di creare un modello replicabile, pensato per durare nel tempo. Un esempio di come una città possa reinventare i suoi spazi, bilanciando esigenze sportive, ecologiche e sociali.




Foto: LaPresse.


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