L’Italia del 2026 è un Paese che invecchia, dove la qualità della vita cambia radicalmente a seconda dell’età e del territorio. Secondo l’ultima indagine del Sole 24 Ore, basata su 60 indicatori territoriali, emergono tre città simbolo: Firenze per i bambini, Bolzano per i giovani e Trieste per gli anziani. Ma il divario tra Nord e Sud resta un nodo irrisolto, con il Mezzogiorno che fatica su lavoro, servizi e natalità.
Bambini: Firenze al top, il Sud arranca
Firenze guida la classifica dedicata ai più piccoli, grazie a servizi educativi avanzati, accesso alla sanità pediatrica e una rete sociale solida. Milano e Trieste seguono a ruota, mentre Cagliari si distingue per la presenza di pediatri nonostante un tasso di fecondità tra i più bassi d’Italia (0,75 figli per donna). In fondo alla graduatoria, Trapani rappresenta le difficoltà del Sud, dove mancano infrastrutture e opportunità per le famiglie.
Giovani: Bolzano vince, ma il lavoro resta il problema
Per i giovani under 35, Bolzano è la città ideale: occupazione, servizi e qualità urbana la rendono un modello. Trento e Gorizia completano il podio, mentre Taranto registra un tasso di disoccupazione giovanile del 44%, uno dei peggiori del Paese. Bologna, invece, si conferma polo universitario con il 50% dei giovani laureati. Ma il dato più preoccupante arriva da un sondaggio Eumetra-Fondazione Fair: solo il 27% dei giovani è soddisfatto del proprio lavoro, mentre il 42% lamenta problemi di salute mentale.
Anziani: Trieste regina del benessere, Milano paga di più
Tra gli over 65, Trieste domina grazie all’assistenza domiciliare e alla partecipazione sociale. Trento e Milano seguono, con la città lombarda che vanta le pensioni più alte d’Italia (26.300 euro annui). Il Nord-Est si conferma area virtuosa, mentre Vibo Valentia chiude la classifica, simbolo di un divario territoriale ancora marcato.
Nord vs Sud: un divario che non si colma
Il report del Sole 24 Ore conferma una tendenza consolidata: le prime 20 posizioni per i giovani sono tutte al Nord, mentre 18 delle ultime 20 sono al Sud. Tra le eccezioni positive, Trieste, Trento e Aosta, che riescono a mantenere buoni standard per tutte le fasce d’età. Ma i dati demografici parlano chiaro: la popolazione tra 0 e 14 anni calerà fino al 19%, mentre gli anziani aumenteranno del 19%.
Italia 2026: meno bambini, più solitudine
L’indagine fotografa un Paese in trasformazione: cresce il numero di persone che vivono sole (+7,9%), aumentano i consumi di antidepressivi (+3,3%) e peggiorano le competenze scolastiche. L’età media delle madri sale a 32,7 anni, mentre i matrimoni scendono a 2,8 ogni mille abitanti. Un quadro che richiede risposte urgenti, soprattutto per le generazioni più fragili.
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