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La truffa della banca che ti chiama dal numero giusto: come funziona e cosa fare nei primi 10 minuti

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Pubblicato il 06/10/2026
Di Team Digital
La truffa della banca che ti chiama dal numero giusto come funziona e cosa fare nei primi 10 minuti


Un sms che sembra arrivare dalla tua banca, una telefonata dal numero della tua filiale che ti avvisa di un’anomalia, o magari un addebito che proprio non ricordi di aver fatto. Il panico sale e la fretta prende il sopravvento. Alt! È esattamente su questo che puntano i cybercriminali. Come ricordano Banca d’Italia, Polizia Postale e ABI, la regola d’oro è non farsi prendere dall’ansia e, soprattutto, non seguire mai le istruzioni ricevute: nessuna banca ti chiederà mai password o pin al telefono. Se ti trovi in questa situazione, ecco l’ordine esatto delle mosse da fare.


Truffa bancaria: cosa fare nei primi 10 minuti


  1. Non cliccare e non rispondere. Se ricevi alert su conti bloccati o rimborsi urgenti, ignora i link, non inquadrare QR code e non scaricare app. Come segnalato dalla Banca d’Italia, dietro queste comunicazioni si nascondono quasi sempre tentativi di rubare i tuoi dati tramite link a siti clone infetti.
  2. Chiudi subito la telefonata. Anche se chi chiama conosce il tuo nome, il tuo cognome o le ultime cifre del tuo bancomat, metti giù. Non fornire mai codici OTP e non farti convincere a spostare soldi su “conti sicuri”. I truffatori usano una tecnica chiamata spoofing per camuffare il loro numero e far apparire sul tuo display quello vero della tua banca!
  3. Controlla l’app, senza usare link esterni. Per verificare se ci sono davvero problemi, apri la tua applicazione ufficiale o scrivi a mano l’indirizzo del sito web nel browser. Da lì, fai un check su bonifici, prelievi, movimenti recenti e possibili cambi di mail o numero di telefono.
  4. Blocca la carta. Se vedi spese anomale, bloccala istantaneamente dall’app o tramite il numero verde. Ma attenzione: se i criminali sono entrati nel tuo home banking, il blocco della tessera non basta. Contatta l’istituto per blindare l’intero conto, una misura preventiva raccomandata dalla stessa Banca d’Italia.
  5. Chiedi il disconoscimento. Segnala subito l’operazione non autorizzata indicando data, importo, beneficiario e come ti sei accorto del raggiro. Fai screenshot di tutto e conserva i numeri di pratica.


Operazione non autorizzata o pagamento autorizzato con l’inganno: la differenza


C’è una distinzione fondamentale da conoscere. L’operazione “non autorizzata” avviene quando ti rubano le credenziali e agiscono a tua insaputa: in questo caso ottenere il rimborso è più facile.


Il “pagamento autorizzato con l’inganno”, invece, capita quando sei tu, manipolato dal finto operatore, a disporre il trasferimento di denaro. La situazione qui si fa spinosa, ma devi comunque sporgere denuncia.


Bonifici istantanei: perché sono i più rischiosi


Occhio ai bonifici istantanei: partono in pochissimi secondi e bloccarli è difficilissimo. Se ne fai uno per errore, chiama la banca all’istante per tentare un richiamo dei fondi.


Phishing, smishing e vishing: le 3 trappole da riconoscere


Come sottolinea la Polizia Postale, gli istituti di credito non richiedono mai dati sensibili a distanza. Ma come provano a fregarti?


  1. Phishing: ti arriva una mail con un finto avviso di accesso anomalo e un link che porta a una pagina identica a quella della banca.
  2. Smishing: è la variante via sms o WhatsApp. Toni allarmistici (“Il tuo conto verrà sospeso”) e fretta di farti cliccare su un collegamento.
  3. Vishing: la finta chiamata. L’operatore ha un tono iper-professionale e ti chiede di leggergli un codice appena arrivato sul tuo smartphone.


Rimborso dopo una truffa bancaria: come funziona


La procedura prevede quattro step: segnalazione alla banca, blocco degli strumenti, denuncia alle Autorità (come la Polizia Postale) e reclamo formale. Secondo le disposizioni della Banca d’Italia, l’istituto ha 15 giorni lavorativi per rispondere al reclamo. Se l’esito è negativo, ci si può rivolgere all’Arbitro Bancario Finanziario.


Attenzione, però: il rimborso non è automatico. Se hai agito con leggerezza, fornendo tu stesso pin e password, comunicando codici OTP al telefono o conservando le credenziali insieme alla carta, la banca potrebbe legittimamente respingere la tua richiesta.


Il vademecum di ABI e Polizia Postale per difendere il conto


Per innalzare il livello di sicurezza, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e la Polizia di Stato hanno diffuso un prezioso manuale anti-frode, consultabile sui loro siti istituzionali. Ecco le buone prassi principali:


  1. Documenti e carta: denuncia tempestivamente lo smarrimento dei documenti e distruggi accuratamente le scartoffie contenenti informazioni personali prima di buttarle.
  2. Credenziali: le password devono essere complesse e cambiate di frequente. Le carte contactless andrebbero riposte in custodie schermate per evitare letture abusive del chip.
  3. Mail e link: le banche non inseriscono mai link nelle mail, a meno che non sia stato tu ad avviare una procedura. Non cliccare su link malevoli e non dare corda a finti operatori che promettono vincite o chiedono dati per false spedizioni.
  4. Reti e social: evita l’accesso ai conti da Wi-Fi pubblici e non condividere mai dati finanziari sui social network.
  5. Smartphone: tieni gli antivirus di pc e telefoni costantemente aggiornati. Se lo smartphone perde improvvisamente il segnale, potresti essere sotto attacco Sim Swap, la clonazione della scheda telefonica.


Cosa non ti chiederà mai la tua banca


Tienilo a mente: la tua banca non ti chiederà MAI la password dell’app, il PIN, il codice CVV dietro la carta, i codici OTP arrivati via sms, o di installare applicazioni per l’assistenza remota. Nel dubbio, chiudi la conversazione. Pochi minuti di lucidità possono fare la differenza tra uno spavento e un conto completamente svuotato.


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