Lancette pronte allo switch di fine ottobre, ma attenzione: il prossimo cambio d’ora potrebbe un giorno diventare un pezzo da collezione. La domanda, infatti, torna periodicamente quando si avvicina il passaggio tra ora legale e ora solare: sarà davvero una delle ultime volte che spostiamo l’orologio?
L’ipotesi di dire addio al cambio d’ora viene discussa da anni e, anche questa volta, il tema torna a farsi sentire con l’avvicinarsi dell’autunno. Ma cosa potrebbe succedere davvero? E soprattutto, quale orario sarebbe eventualmente destinato a rimanere?
Fuso orario, perché il cambio dell’ora potrebbe sparire
La notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere spostate indietro fino alle 2. Si dormirà quindi un’ora in più, ma dal giorno successivo farà buio prima nel pomeriggio.
Da anni si valuta la possibilità di eliminare questo passaggio e mantenere lo stesso orario durante tutto l’anno. A giugno anche Confcommercio ha presentato alla Camera un’indagine dedicata all’ipotesi dell’ora legale permanente, mettendo in evidenza vantaggi e possibili criticità.
Mantenere l’ora legale anche in inverno significherebbe avere più luce nel tardo pomeriggio e alla sera. Questo potrebbe favorire le attività all’aperto, dallo sport alla socialità, e ridurre il ricorso all’illuminazione artificiale nelle ore serali, con possibili risparmi energetici.
Il rovescio della medaglia sarebbe però un’alba più tardiva nei mesi invernali. Soprattutto nel Nord Italia, in alcune giornate il sole potrebbe sorgere dopo le 8, quando molte persone sono già uscite di casa e gli studenti sono già a scuola
Ora legale o ora solare: quale potrebbe restare?
La scelta non riguarda quindi soltanto il numero di ore di luce, ma anche quando quella luce è disponibile. L’ora solare garantisce infatti più luce al mattino, un elemento importante anche per il nostro orologio biologico: la luce mattutina aiuta a sincronizzare il ritmo sonno-veglia con il ciclo naturale della giornata.
L’indagine della Camera ha messo in evidenza la possibilità di superare il cambio tra ora legale e ora solare, ma non ha scelto quale dei due orari mantenere. Per il momento, dunque, non cambia nulla: l’Unione Europea ha già fissato il calendario dei passaggi stagionali fino al 2031, quindi anche nei prossimi anni è previsto il consueto spostamento delle lancette.
L’idea di abolire il cambio d’ora resta sul tavolo, ma non c’è ancora una decisione definitiva. Per ora, quindi, a fine ottobre le lancette torneranno indietro come sempre.