l Bonus TARI 2026 diventa operativo con le rate della tassa sui rifiuti in scadenza nel mese di luglio in molti Comuni italiani. L’agevolazione è destinata alle famiglie con un reddito più basso e permette di ottenere uno sconto del 25% sull’importo della TARI.
La riduzione viene riconosciuta automaticamente: i cittadini che rispettano i requisiti economici non devono presentare una domanda specifica al Comune. È però necessario avere un ISEE valido, ottenuto attraverso la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, la cosiddetta DSU.
Bonus TARI 2026: chi ha diritto allo sconto
Il Bonus TARI è rivolto ai nuclei familiari che si trovano in una condizione di disagio economico.
Nel 2026 possono beneficiare dello sconto:
- le famiglie con un ISEE non superiore a 9.796 euro;
- le famiglie con almeno quattro figli a carico e un ISEE non superiore a 20.000 euro.
Per il riconoscimento dell’agevolazione nel 2026 vengono presi in considerazione, in linea generale, gli ISEE elaborati nel corso del 2025.
Chi ha presentato la DSU negli ultimi giorni dell’anno e ha ricevuto l’attestazione ISEE soltanto all’inizio del 2026 potrebbe vedere applicato lo sconto successivamente, a causa dei tempi necessari per lo scambio e l’elaborazione dei dati.
Come funziona il Bonus TARI 2026
L’agevolazione consiste in una riduzione del 25% della tassa sui rifiuti dovuta dal nucleo familiare.
Il Bonus TARI segue un meccanismo simile a quello utilizzato per i bonus sociali sulle bollette di luce, gas e acqua. I dati contenuti nella DSU vengono trasmessi dall’INPS agli enti coinvolti, permettendo di individuare automaticamente le famiglie che hanno diritto allo sconto.
Il contribuente, quindi, non deve compilare moduli né inoltrare richieste separate. La riduzione dovrebbe comparire direttamente nell’avviso di pagamento inviato dal Comune o dal gestore del servizio rifiuti.
L’unico passaggio indispensabile è aver richiesto l’ISEE, presentando ogni anno una DSU aggiornata.
Quanto si risparmia con lo sconto del 25%
Il risparmio dipende dall’importo della TARI calcolato dal proprio Comune. La riduzione è sempre pari al 25% della somma sulla quale viene applicata.
Ecco alcuni esempi:
- su una TARI di 200 euro, lo sconto è di 50 euro;
- su una TARI di 300 euro, il risparmio è di 75 euro;
- su una TARI di 400 euro, la riduzione arriva a 100 euro;
- su una TARI di 500 euro, si risparmiano 125 euro.
L’importo effettivo della tassa varia in base a diversi elementi, tra cui il Comune di residenza, il numero dei componenti della famiglia, la superficie dell’abitazione e le tariffe locali per la gestione dei rifiuti.
Bisogna presentare una domanda al Comune?
No, per ottenere il Bonus TARI 2026 non è prevista una domanda specifica.
Il riconoscimento è automatico per le famiglie che rispettano i requisiti ISEE. È comunque consigliabile controllare l’avviso di pagamento ricevuto e verificare che la riduzione sia stata applicata correttamente.
Le date delle rate TARI non sono uguali in tutta Italia: ogni Comune stabilisce il proprio calendario delle scadenze. Per questo motivo, lo sconto potrebbe comparire nella rata di luglio oppure in un pagamento successivo, a seconda delle modalità adottate dall’amministrazione locale.
Cosa fare se lo sconto non compare nella TARI
Chi ritiene di avere diritto al bonus ma non trova lo sconto nell’avviso di pagamento dovrebbe innanzitutto verificare:
- che la DSU sia stata presentata correttamente;
- che l’attestazione ISEE sia valida;
- che il valore ISEE rientri nei limiti previsti;
- quali siano le tempistiche stabilite dal proprio Comune.
In caso di dubbi è possibile contattare l’ufficio tributi comunale o il gestore che ha emesso l’avviso TARI.
Resta inoltre possibile chiedere il rimborso quando la tassa è stata calcolata in modo errato o sono state versate somme superiori a quelle effettivamente dovute. In questo caso, però, è necessario presentare un’apposita richiesta al Comune, allegando la documentazione che dimostra l’errore.
Bonus TARI e ISEE: cosa ricordare
Il Bonus TARI 2026 rappresenta un aiuto concreto per alleggerire il costo della tassa sui rifiuti sostenuto dalle famiglie economicamente più fragili.
Per ricevere la riduzione del 25% non serve presentare una domanda, ma è fondamentale avere un ISEE aggiornato. Chi rientra nei requisiti dovrebbe quindi controllare attentamente l’avviso di pagamento e consultare le comunicazioni del proprio Comune per conoscere le scadenze e le modalità di applicazione dello sconto.