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Supermercati sotto attacco hacker anche in Italia: frigoriferi manomessi, cosa sta succedendo e dove

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Pubblicato il 03/11/2026
Di Team Digital
Attacchi hacker ai supermercati in Italia quali catene e regioni sono state colpite cosa rischiano gli alimenti


Supermercati nel mirino degli hacker, frigoriferi manomessi a distanza e prodotti alimentari da eliminare perché non più conservati alla temperatura corretta. È quanto sta accadendo in diversi Paesi europei, Italia compresa, dove negli ultimi giorni sono stati segnalati attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione di alcuni punti vendita della grande distribuzione.


La vicenda ha richiesto anche l’intervento del governo, che martedì 3 novembre ha convocato una riunione a Palazzo Chigi con i vertici dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dell’intelligence. La situazione viene monitorata con particolare attenzione, anche per le possibili conseguenze sulla sicurezza alimentare, ma dalle autorità arriva un primo messaggio rassicurante: in Italia l’impatto degli attacchi è limitato e non sono emersi casi di rischio per la salute dei consumatori riconducibili allo scongelamento degli alimenti.


Attacchi hacker ai supermercati: cosa sta succedendo ai frigoriferi


A finire nel mirino dei criminali informatici non sono stati i normali sistemi di pagamento dei supermercati, ma quelli utilizzati per controllare a distanza la temperatura di frigoriferi, congelatori e celle refrigerate. Si tratta di impianti che permettono agli operatori di monitorare e regolare la conservazione degli alimenti, anche quando i punti vendita sono chiusi.


Gli hacker sono riusciti ad accedere ad alcuni di questi sistemi, modificando i parametri delle temperature e compromettendo il funzionamento degli impianti. In alcuni casi i valori impostati sono arrivati a 50 gradi, mentre in un supermercato abruzzese è stato registrato un intervento sui parametri che ha portato la temperatura effettiva delle apparecchiature fino a 40 gradi.


Un problema che può avere conseguenze importanti, soprattutto quando riguarda prodotti che devono essere conservati costantemente al freddo. Nei punti vendita interessati, infatti, parte della merce è stata rimossa dai banchi e destinata allo smaltimento, con danni economici per gli operatori.


Quali supermercati sono stati colpiti dagli hacker e in quali regioni


Le prime segnalazioni italiane sono arrivate dalla Sicilia, dove sono stati coinvolti diversi supermercati, tra cui alcuni punti vendita a marchio Coop gestiti dal Gruppo Radenza, nelle province di Palermo, Catania e Ragusa.


In un supermercato Coop del centro di Palermo, gli addetti hanno dovuto svuotare i banchi dei surgelati e del pollame dopo aver scoperto che le celle non avevano mantenuto le temperature previste. Secondo quanto raccontato dai responsabili del punto vendita, gli hacker avrebbero modificato i parametri degli impianti attraverso un collegamento informatico, impostando a 50 gradi apparecchiature normalmente destinate a lavorare a temperature sotto lo zero.


Giovanni Arena, delegato di Federdistribuzione per la Sicilia, ha riferito di segnalazioni riguardanti circa 20 punti vendita sull’isola, precisando che molti gruppi della grande distribuzione non sono stati violati grazie a sistemi di sicurezza aggiornati.


Altri episodi sono stati segnalati in Abruzzo, dove a Silvi Marina, in provincia di Teramo, i frigoriferi di un supermercato hanno raggiunto temperature anomale durante la notte, e in Sardegna, con un attacco a un punto vendita Viro di Sassari.


Segnalazioni sono arrivate anche dall’Emilia-Romagna e dalla Toscana. In quest’ultima regione è stata interessata Siaf, una società di ristorazione collettiva che opera nel settore delle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali. L’azienda ha chiarito che l’anomalia è stata individuata tempestivamente e che non ci sono state conseguenze sulla continuità dei servizi.


Il numero complessivo delle attività coinvolte resta comunque oggetto di accertamenti e non è ancora disponibile un elenco nazionale definitivo dei punti vendita colpiti.


Supermercati hackerati, ci sono rischi per la salute? Cosa succede a carne, latte e surgelati


Uno degli interrogativi principali riguarda proprio gli alimenti conservati nei frigoriferi manomessi. L’interruzione della catena del freddo può infatti compromettere la sicurezza di prodotti deperibili come carne, pesce, latte, latticini, salumi, piatti pronti e surgelati.


Quando la temperatura non viene mantenuta entro i limiti previsti, alcuni alimenti potrebbero non essere più idonei alla vendita. Per questo motivo, nei supermercati interessati, i responsabili hanno provveduto a rimuovere la merce compromessa.


Ma chi ha fatto la spesa deve preoccuparsi? Al momento le autorità invitano a evitare allarmismi. In una nota diffusa dopo la riunione del 3 novembre, Palazzo Chigi ha precisato che non sono emersi casi di rischio per la salute dei cittadini collegati a fenomeni di scongelamento causati dagli attacchi.


L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sta inoltre trasmettendo le eventuali segnalazioni di anomalie ai NAS dei Carabinieri, per consentire gli accertamenti necessari. Non è stata disposta un’allerta generalizzata per i prodotti refrigerati venduti nei supermercati italiani.


Restano valide le normali precauzioni raccomandate dal Ministero della Salute: controllare l’integrità delle confezioni, rispettare le temperature di conservazione indicate sulle etichette e prestare attenzione a eventuali segni di scongelamento dei prodotti surgelati.


Perché gli hacker sono riusciti a colpire i supermercati


Secondo i primi accertamenti, gli attacchi avrebbero sfruttato soprattutto alcune vulnerabilità nei sistemi di controllo remoto degli impianti di refrigerazione, in particolare quando questi utilizzano tecnologie non aggiornate o sono accessibili attraverso collegamenti informatici insufficientemente protetti.


Palazzo Chigi ha spiegato che le attività interessate in Italia rappresentano una parte molto limitata della rete commerciale nazionale e che gran parte della distribuzione dispone invece di sistemi di protezione aggiornati.


Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la provenienza degli attacchi e verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi registrati in Europa. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato della possibilità che si tratti di un’iniziativa coordinata su scala europea, ma al momento non sono state comunicate conclusioni definitive sull’identità dei responsabili.


Attacchi hacker ai supermercati, cosa ha deciso il governo e cosa succederà adesso


La questione è arrivata sul tavolo del governo nella giornata di martedì 3 novembre. Alla riunione di Palazzo Chigi hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e i vertici degli organismi nazionali incaricati della cybersicurezza.


Le autorità hanno confermato il rafforzamento del monitoraggio, il confronto con le imprese della filiera alimentare e la diffusione di indicazioni per prevenire nuovi attacchi.


Anche Federdistribuzione ha invitato a mantenere alta l’attenzione senza creare allarmismi, precisando che nelle reti delle imprese associate di medie e grandi dimensioni non risultano al momento criticità diffuse.


Le indagini della Polizia postale proseguono per individuare i responsabili e ricostruire le modalità delle intrusioni. Nel frattempo, la priorità resta proteggere i sistemi informatici dei supermercati e garantire che gli alimenti destinati ai consumatori siano conservati in condizioni di sicurezza.


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