Filippo Firli

Filippo Firli | Conduttore di RDS
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biografia

Quello che sarebbe successo poi, ha un unico gancio: la musica. Prima di scoprire che cosa fosse la radio, ero un ascoltatore, un ragazzino che implorava i genitori di comprare dischi, dischi e sempre dischi. C'è chi è pazzo del calcio, chi della pallavolo e chi del nuoto: ehi, io sono anche un piccolo provetto nuotatore che ha gareggiato anche al Foro Italico! Eppure, quello che mi dava la capacità di astrazione totale, la gioia assoluta, era la musica.

Fin da piccolo (ma molto piccolo) mi capitava di sentire dalla radio di nonna o di mamma "Gran varietà" e "Alto gradimento": io andavo in riunione alle 11 a viale Mazzini - al "cavallo" - e ci trovavo Arbore, Boncompagni, Marenco e la grandissima Raffaella Carrà. Io avevo 21 anni e solo dopo ho capito chi fosse il mio grandissimo funzionario in Rai: era Maurizio Riganti, giovanissimo funzionario di "Gran Varietà", storico varietà della Rai con Sordi, Luttazzi e via dicendo.

Ma torniamo alle origini. Durante l'ultimo anno di liceo classico ascoltavo la radio: una piccola radio della mia zona. Io abitavo a Tivoli, vicino Roma. La radio manda un annuncio: "Vuoi guadagnare fino a 300.000 per fare un programma per noi?". Cioè - mi domando - mi chiedono di essere pagato per scegliere e parlare di musica? Eccomi. Non ero timido, anzi forse ero il contrario, e con aria spavalda mi presento. Mi prendono al volo, mentre continuavano a ripetermi che era impossibile che io non avessi mai fatto radio prima d'ora, perché secondo loro ero troppo bravo per aver compiuto appena 19 anni. La radio si chiamava Radio Menta.

In tutto questo a me non interessavano né i soldi né il fatto che potessi parlare alla radio: le pareti dell'emittente - ricordo - erano completamente ricoperte di vinili posti all'interno degli scaffali. La possibilità di poter scegliere cosa far ascoltare oltre a quello che potevo dire, mi sembrava il cerchio di un'assoluta autarchia. Eppure per me, il solo pensiero di poter disporre di tutti quei dischi, era il premio.

Un mio amico andò a vedere Radio Centro Suono a Roma, che all’epoca aveva già tantissimi personaggi importanti che poi si sarebbero rivelati grandi personalità della RAI. Finisce che mi chiamano. Io con la tigna e la spavalderia di uno di 19 anni, vado lì, registro un piccolo demo e questi mi assumono. Da 300 mila lire passo a 800 in poco tempo: solo per fare quello che ho sempre sognato di fare.

Passano gli anni e arriva il 1990 quando ricevo una chiamata in radio (Centro Suono): lei era il mio mito, Cinzia Donti! Ex Radio DJ ex Radio Dimensione Suono e tanta RAI. Mi chiama per dirmi che in Rai - a Rai stereo due, diretta da Maurizio Riganti (quello di "Alto Gradimento" e "Gran Varietà") cercavano una voce molto giovane. Quella sera registro tre interventi: in regia c'era Marco Fullone, ad oggi direttore musicale di Radio Montecarlo. Concludo questo demo e lo porto a Cinzia Donti da Canova, in Piazza del Popolo: fu un incontro molto sbrigativo, ma dopo due settimane o anche tre, mi arriva la convocazione a Viale Mazzini da Maurizio Riganti. Parlo con lui 10 minuti e mi dice: "Guarda, tra tutta la montagna di cassette che avevo davanti, la tua era quella che mi e' piaciuta di più". Dopodiché, mi saluta e ciao. Dopo un mese mi chiama l’ufficio contratti di Radio 2 per iniziare a lavorare con Cinzia Donti.

Passa il tempo, resto in Rai. Chiudono Rai Stereo Due e passo a Radio Verde Rai. Dal 1992 fino al 1997 conduco nel pomeriggio a Radio Due con Federica Gentile, diretta da un altro super gigante, un vero innovatore: Gigi Marziali di Supersonic.

Succede poi che in quel periodo si festeggiano i 100 anni della radio in un evento in contemporanea da Piazza del Popolo a Roma. Io e Federica per Radio due e dall'altro lato quelli di RDS. Conosco Eduardo Montefusco sul pullman vetrina di Radio Rai durante questo evento. Minelli - il direttore dell’epoca - era già un mio amico: ma io passo a RTL, che nel frattempo aveva inaugurato la sede romana.

Resto lì per due anni, e poi arrivo a RDS per restarci più di 20 anni anni. Sono felice di lavorare in una radio che mi rappresenta, una radio che amo! RDS è la sintesi perfetta di quello che avevo in mente: la musica e l’intrattenimento.

Quello che ho dimenticato di dirvi è che a scuola ero quello che faceva le battute a raffica: quello che riusciva a far sdraiare per terra le persone per poi farmi implorare di smettere. Facendo imitazioni o raccontando storie, insomma resto quello che racconta cose che vuole stare al centro dell’attenzione.
Adesso mi fa anche impressione dirlo, ma (scherzando) 'non stavo bene'. RDS ha sempre rispettato e coltivato il modo di essere di chiunque riuscendo a rispettare e valorizzare le capacità di chiunque!

Faccio radio da molto tempo e credo che il mix perfetto sia il nostro, quello di RDS, perché intrattiene, informa e rispetta chi ascolta. Grazie a RDS ho raccontato i Grammy Awards, i Brits a Londra, il Pavarotti and Friends, gli MTV awards.

E poi potevo nascere a Milano, Torino, Bari o Palermo. Invece sono nato a Roma, e quindi da piccolo ragazzino romano ascoltavo la radio numero uno: Radio Dimensione Suono.

Da qualche mese lavoro dalle 22 all'una con Melania Agrimano, Ci siamo trovati immediatamente.
L'avventura continua.


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#1 - Episodio 1
10 Giu 2020 - 12:57
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