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Una leoncina rifiutata dalla madre e una Labrador che le fa da mamma: il video commuove il web


Zambi, una cucciola di leone africano di appena quattro settimane, è stata rifiutata dalla madre biologica e salvata da un’equipe di veterinari australiani. A prendersi cura di lei, oggi, è Sabi, una femmina di Labrador Retriever che l’ha adottata come una vera figlia. La vicenda, riportata dal portale Yahoo, arriva dalla clinica veterinaria di Bondi, in Australia, quella del dottor Chris Brown, volto della serie tv Bondi Vet: una storia di sopravvivenza, istinto materno e colpi di genio che sembra scritta da uno sceneggiatore, ma che ha messo alla prova un intero team medico.




Zambi, la cucciola di leone rifiutata dalla madre a quattro settimane


Tutto comincia con una vera emergenza. La piccola Zambi viene improvvisamente ripudiata dalla madre biologica. In natura un comportamento del genere può verificarsi quando la leonessa è sottoposta a forte stress o percepisce una vulnerabilità nel cucciolo, ma per una leoncina così piccola si traduce in una minaccia gravissima. Senza gli anticorpi trasmessi attraverso il latte materno, Zambi era esposta al rischio di infezioni letali. Per un cucciolo di quella età, ogni giorno senza cure adeguate poteva fare la differenza. Riconosciuta l’urgenza, i soccorritori sono intervenuti subito e l’hanno allontanata dal recinto. Metterla al sicuro con vaccinazioni precoci e biberon, però, era solo il primo ostacolo per il dottor Chris Brown e il suo team.


Perché un leone non può crescere da solo


I leoni sono grandi predatori, ma anche animali estremamente sociali, che vivono e prosperano in branco. Crescere in totale isolamento avrebbe compromesso lo sviluppo psicologico e comportamentale di Zambi, impedendole di imparare le regole sociali necessarie per “fare il leone”. D’altro canto, inserirla tra felini adulti avrebbe comportato un rischio fatale. Che fare, allora? Quando i protocolli standard non bastano, serve un’intuizione fuori dagli schemi. Ed è qui che entra in scena Sabi, una dolcissima femmina di Labrador Retriever. Affiancare un potenziale super-predatore a un cane domestico sembrava un azzardo, ma i veterinari avevano un asso nella manica.


Il trucco dell’asciugamano: l’odore del Labrador sul manto della cucciola


I cani esplorano il mondo soprattutto attraverso l’olfatto. Per evitare problemi al primo incontro, il team ha messo a punto uno stratagemma semplice quanto efficace: un asciugamano impregnato del “profumo” del Labrador è stato strofinato sul manto della leoncina, così da camuffarne l’odore. Il faccia a faccia, avvenuto in un centro di recupero alla periferia di Sydney, è stato carico di tensione. Poi l’istinto materno di Sabi ha avuto la meglio: sentendo sulla cucciola il proprio odore familiare, il cane ha iniziato a riempirla di leccate, adottandola senza esitazioni.


Cinque mesi dopo: il legame tra Zambi e Sabi


A distanza di cinque mesi, il risultato dell’esperimento è sotto gli occhi di tutti. Zambi è cresciuta moltissimo e conserva i tipici richiami vocali dei leoni, ma il rapporto con la mamma adottiva è più solido che mai. Sabi l’ha protetta, educata e coccolata come se fosse sangue del suo sangue, dormendole accanto e insegnandole i confini del rispetto reciproco. Per una leoncina destinata a diventare un grande predatore, aver imparato i primi rudimenti di convivenza da un cane è un risultato che, all’inizio, nessuno avrebbe dato per scontato. Alla fine, tra audacia scientifica e un pizzico di astuzia, la piccola ha trovato la famiglia di cui aveva bisogno. L’amore materno, evidentemente, non fa troppo caso alla specie (né alla taglia).