Un cucciolo di ghepardo che gioca serenamente accanto a un cane domestico può sembrare, a prima vista, una trovata pensata per intenerire il pubblico dei social network. Dietro questo accostamento insolito si nasconde invece una delle intuizioni più brillanti ed efficaci della conservazione animale moderna. Come approfondito da un’indagine di Atlas Obscura, l’amicizia tra ghepardi e cani non è soltanto affettuosa: rappresenta una risposta concreta a due problemi distinti, cioè lo stress dei felini ospitati nelle riserve e il secolare conflitto tra allevatori e predatori nelle savane africane.
Nella gallery qui sotto si vede la storia di due amici che crescono insieme, dai primi giorni da cuccioli fino all’età adulta.
Come è nata l’amicizia tra ghepardo e cane
Le radici di questa amicizia pionieristica risalgono al 1976, quando la zoologa Laurie Marker, attiva presso il parco faunistico Wildlife Safari in Oregon, dovette occuparsi di un piccolo ghepardo orfano battezzato Khayam. Senza altri ghepardi con cui farlo socializzare, l’esperta tentò una strada del tutto inedita e gli affiancò Shesho, un incrocio di Labrador. L’esito fu sorprendente e immediato: tra i due animali nacque un’armonia spontanea. Il cane divenne un vero fratello surrogato e offrì al felino sicurezza emotiva, confidenza e una calma preziosa per il suo corretto sviluppo comportamentale.
Perché un ghepardo ha bisogno di un cane accanto
A rendere indispensabile questa vicinanza è il carattere stesso del ghepardo. A dispetto della prodigiosa velocità nello scatto, questo felino è per natura guardingo, timido e incline a soffrire d’ansia. Un cucciolo che cresce senza la madre rischia di sviluppare insicurezze profonde e paure persistenti. Per questo molte strutture scelgono cani dall’animo mite ed equilibrato, come Labrador o Golden Retriever. Grazie alla loro stabilità, questi compagni insegnano al felino a gestire gli stimoli esterni senza andare nel panico e gli stanno vicino anche durante le visite veterinarie e le interazioni di ogni giorno.
Il cane che protegge i ghepardi dagli allevatori
La cooperazione tra le due specie assume un valore ancora più grande nelle campagne della Namibia, dove il cane svolge una mansione completamente opposta: proteggere il bestiame e, di riflesso, il ghepardo. Secondo le analisi diffuse dal Cheetah Conservation Fund e riprese dalla Cornell University, le comunità rurali entravano storicamente in aspro conflitto con i grandi felini, abbattendo fino a 900 esemplari all’anno per difendere le greggi.
A partire dagli anni Novanta, l’inserimento mirato di pastori anatolici a guardia del bestiame ha ribaltato la situazione. La taglia imponente e il latrato deciso di questi guardiani scoraggiano i predatori e riducono le perdite di capi dall’80 al 100%. Gli allevatori hanno così abbandonato le rappresaglie letali, favorendo una convivenza sostenibile.
Quanti ghepardi restano nel mondo
Oggi nel mondo restano meno di 7.000 ghepardi adulti. Quello che era cominciato come un esperimento affettuoso è diventato una solida strategia scientifica per proteggere dall’estinzione il corridore più rapido del pianeta. E dietro ogni foto tenera di un cucciolo accanto al suo cane c’è anche questo: un piccolo tassello di una battaglia molto più grand