L’estate 2026 si apre con un aumento medio del 6% sui prezzi degli stabilimenti balneari italiani, portando il rincaro cumulato degli ultimi cinque anni al 24%. Ma non tutte le località costano allo stesso modo: tra Alassio, la più cara, e Lignano Sabbiadoro, la più economica, c’è una differenza di quasi 200 euro a settimana. E mentre , andiamo a scoprire dove si può risparmiare qualcosa per lettino e ombrellone.
La classifica dei lidi: dalla spiaggia più economica a quella più cara
Secondo l’indagine di Altroconsumo, condotta su 222 stabilimenti in dieci località costiere, la meta più accessibile è Lignano Sabbiadoro (Friuli-Venezia Giulia), con una tariffa media di 157 euro a settimana per uno spazio nelle prime quattro file. Seguono Rimini (158 €) e Senigallia (159 €). All’estremo opposto, Alassio (Liguria) si conferma la più cara con 340 euro, preceduta da Gallipoli (324 €) e Alghero (274 €).
Ecco la top 10 completa:
- Lignano Sabbiadoro – 157 €
- Rimini – 158 €
- Senigallia – 159 €
- Anzio – 179 €
- Palinuro – 188 €
- Viareggio – 232 €
- Taormina/Giardini Naxos – 237 €
- Alghero – 274 €
- Gallipoli – 324 €
- Alassio – 340 €
La prima fila costa in media 238 euro, mentre dalla quarta in poi il prezzo scende a 210 euro.
Spiagge libere: poche, ma qualche eccezione c’è
Con i lidi sempre più costosi, le spiagge libere rappresentano un’alternativa per molte famiglie. Tuttavia, gli arenili gratuiti sono in calo, sostituiti da concessioni private. Un’eccezione è Spotorno (Liguria), dove il comune ha aumentato la quota di spiagge libere, garantendo servizi come pulizia, salvataggio e docce senza costi aggiuntivi.
Cosa preferiscono gli italiani? L’indagine Altroconsumo
Un sondaggio condotto su 1.058 persone tra il 27 e il 30 aprile 2026 rivela una platea divisa:
- 37% sceglie gli stabilimenti attrezzati (per comfort, nel 80% dei casi).
- 35% opta per le spiagge libere (per motivi economici, 79%, o per la libertà di movimento, 63%).
- 28% si dice disponibile a entrambe le soluzioni.
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