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Non è una scena horror: è lo Scream Club di Chicago, dove centinaia di persone urlano insieme ogni domenica


Scrivono su un foglietto ciò che li opprime, lo lanciano nel lago e poi urlano tutti insieme, più forte che possono. Succede ogni settimana sul molo di North Avenue Beach, a Chicago, dove è nato lo Scream Club: un rituale collettivo che sta trasformando lo sfogo più primordiale che esista, l’urlo, in un appuntamento fisso per centinaia di persone.


Come funziona lo Scream Club di Chicago


L’appuntamento è ogni domenica, quando i partecipanti si radunano nei pressi di Castaway Beach Club e camminano insieme fino al molo per l’urlo collettivo. Prima di urlare, ognuno riceve un pezzo di carta biodegradabile su cui scrivere l’intenzione, cioè ciò che desidera lasciar andare. Il foglietto viene poi gettato in acqua e il gruppo respira insieme per preparare corpo e mente prima del grande urlo liberatorio.



Da rituale privato a fenomeno da centinaia di persone


Lo Scream Club è stato fondato da Manny Hernandez, coach maschile ed esperto di respirazione, insieme a Elena Soboleva, professionista del personal branding. Tutto è partito come un rituale personale nato durante l’inverno, per poi essere condiviso con degli sconosciuti.


Il primo raduno pubblico risale a domenica 22 giugno, e da allora ogni settimana si sono radunate folle sempre più numerose, fino a superare i cento partecipanti in fila lungo il molo nelle giornate di maggior affluenza. Hernandez ha spiegato il senso dell’iniziativa: urlare da soli farebbe sembrare chiunque “pazzo”, mentre in gruppo diventa uno spazio sicuro per liberare tutto ciò che normalmente si reprime.


Perché l’urlo di gruppo sta conquistando anche i social


Il fenomeno, nato quasi per gioco, si è trasformato in una vera tendenza virale: l’evento è gratuito, non richiede iscrizione e ormai anche altre città chiedono di avere una propria versione dello Scream Club.


Sui social, video e clip del momento dell’urlo collettivo sul lago Michigan continuano a raccogliere migliaia di visualizzazioni, complice l’effetto scenografico del tramonto sull’acqua e la spinta più contemporanea di un gesto antico: gridare insieme agli altri per stare meglio da soli.