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La gatta Kiki, salvata da sotto un bidone, ora fa trekking in montagna


Pettorina, zainetto e sentieri nel bosco: , gattina dagli occhi azzurro cielo, fa trekking in Val di Susa insieme a Viviana e Matteo, i due ragazzi che l’hanno salvata da sotto un bidone della spazzatura. La sua storia riaccende un dibattito molto sentito tra chi ama i gatti: portarli al guinzaglio è una buona idea?


Doveva essere un cane, poi è arrivata Kiki


Nel 2024 Viviana si trasferisce in Val di Susa per convivere con Matteo, in un appartamento vicino a boschi e sentieri. Mancava solo una “terza presenza”: la coppia stava per adottare un cagnolino bianco tramite un’associazione pugliese. Poi, una sera, Matteo sente un miagolio debolissimo mentre rientra a casa e lo cerca finché non lo trova. «Era una gattina minuscola sotto i bidoni della spazzatura, che miagolava così piano da non farsi quasi percepire», racconta Viviana. Una pallina di pelo bianca, proprio come l’animale che sognavano.


L’idea iniziale era trovarle una nuova famiglia, ma dopo la visita dal veterinario Kiki aveva già conquistato entrambi. Del resto, si sa: sono i gatti a scegliere gli umani.


Gatti al guinzaglio: una moda da maneggiare con cautela


Vedere un gatto in pettorina, anche in città o nei centri commerciali, è sempre più comune. Le volontarie animaliste, però, lo sconsigliano, soprattutto con gli adulti timidi o dal passato difficile: se affrontata con superficialità, questa pratica può causare smarrimenti e incidenti, e molti gatti non vengono mai ritrovati.


Viviana e Matteo hanno scelto un’altra strada, abituando Kiki fin da cucciola. «Abitiamo in appartamento e volevamo donarle anche un po’ di libertà», spiegano.


Il metodo di Kiki: piccoli passi, sentieri isolati e zainetto


Prima la pettorina in casa, poi le uscite vicino al condominio e solo alla fine la montagna. La coppia ha osservato i gusti di Kiki e scelto percorsi isolati e ben visibili: tra la folla si spaventa e tende a scappare, mentre l’erba alta e gli altri animali la mettono a disagio. Con lei c’è sempre un trasportino a zainetto, il suo rifugio sicuro da cui osservare il mondo. Niente uscite con caldo eccessivo o freddo intenso.


La sua meta preferita è un torrente vicino a casa, una passione insolita per un gatto. E sul sentiero si vede anche il legame con Matteo, il primo ad averla sentita: se lui è davanti, Kiki corre incontro a lui, altrimenti si blocca.


Il loro metodo non è una regola valida per tutti, perché ogni gatto ha il suo carattere. Ma l’attenzione ai bisogni di Kiki ha funzionato.