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Isola greca all’asta per 250 mila euro: la vuoi? Prima devi sapere questo


Un’isola privata nel Mar Ionio, disabitata e con acque cristalline, oggi si vende per meno di una villa a Miami. Ma dietro il prezzo da capogiro – appena 250 mila euro – si nasconde una realtà fatta di debiti milionari, vincoli ambientali stringenti e un futuro incerto. Makri, questo il nome dell’isola, è finita all’asta dopo essere stata proposta nel 2022 per 8 milioni di euro. Cosa è cambiato in soli quattro anni?


Perché Makri costa meno di una casa negli Stati Uniti


Il crollo del valore di Makri non è casuale. L’isola è gravata da debiti e rivendicazioni fiscali per oltre 20 milioni di euro, inclusi crediti dello Stato greco. Ma il vero ostacolo sono i vincoli ambientali: Makri rientra nella rete europea Natura 2000, un’area protetta che limita drasticamente qualsiasi intervento edilizio. Non solo: è classificata anche come zona forestale protetta, il che significa che costruire resort, hotel o infrastrutture turistiche richiederebbe autorizzazioni quasi impossibili da ottenere.


Il risultato? Un’isola che, sulla carta, potrebbe valere milioni, ma che nella pratica è diventata un investimento ad alto rischio. Tanto che oggi la base d’asta è scesa a 250 mila euro, una cifra inferiore al prezzo medio di una casa negli USA (circa 450 mila euro).


Un paradiso incontaminato (ma bloccato dai vincoli)


Makri è rimasta uno degli ultimi angoli di Mediterraneo ancora selvaggi. A differenza di altre isole greche, come Mykonos o Santorini, qui non ci sono resort di lusso, porti turistici o beach club. Solo coste frastagliate, biodiversità mediterranea e un silenzio rotto solo dal mare.


Negli anni scorsi, l’isola era stata promossa come futura meta del turismo esclusivo internazionale, con progetti di ville private e resort a cinque stelle. Oggi, però, i vincoli ambientali sembrano aver bloccato ogni ipotesi di sviluppo. Makri è diventata un simbolo del conflitto tra tutela del territorio e speculazione immobiliare, un caso che divide ambientalisti e investitori.


Cosa si può fare davvero su Makri?


Le possibilità di utilizzo sono molto limitate. Secondo i media locali, l’isola potrebbe essere destinata a:



Ma c’è un problema: Makri è priva di servizi essenziali. Chi la acquistasse dovrebbe affrontare costi elevati per portare elettricità, acqua potabile e sistemi di smaltimento dei rifiuti. Un’impresa non da poco, soprattutto considerando i debiti pregressi.


Un’asta che fa discutere: tra sogno e realtà


L’asta di Makri ha riacceso il dibattito su come conciliare sviluppo economico e tutela ambientale. Da un lato, c’è chi vede nell’isola un’opportunità per progetti green e sostenibili. Dall’altro, chi teme che i vincoli la rendano un investimento senza ritorno.


Una cosa è certa: Makri non è più il sogno di lusso che sembrava nel 2022. Oggi è un simbolo di come la natura possa resistere alla speculazione, anche a costo di rimanere un paradiso inaccessibile.