Magazine RDS

Batosta per lo shopping low cost: dal 1 luglio arriva il nuovo dazio europeo sui pacchi extra-UE


Lo shopping online sta per diventare un po’ più costoso per chi ama acquistare prodotti fuori dai confini dell’Unione Europea. A partire da domani, 1 luglio 2026, entra infatti in vigore un nuovo dazio europeo pensato per limitare l’eccessivo ricorso a piattaforme di e-commerce straniere, con ripercussioni dirette sul portafoglio dei consumatori finali.


Perché l’Europa ha introdotto questa nuova tassa


La misura nasce con l’obiettivo di scoraggiare le importazioni massicce da paesi extra-UE, cercando di arginare il fenomeno dell’estremo consumismo alimentato da giganti dello shopping low cost. La strategia punta a favorire la produzione interna e l’artigianato europeo, disincentivando gli acquisti impulsivi su larga scala. Si tratta di una dinamica economica simile a quella adottata dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump per bilanciare la bilancia commerciale, dove il costo del dazio finisce inevitabilmente per ricadere sull’acquirente.


Come si calcola il nuovo dazio sui pacchi


Il nuovo sistema di tassazione si applica a tutti i pacchi che hanno un valore complessivo inferiore ai 150 euro, soglia che fino a oggi era esente da dazi specifici. Il costo base è di 3 euro per ogni categoria di articoli dichiarata nel pacco. Questo significa che il totale può variare sensibilmente in base al contenuto: se si acquistano solo magliette, il costo aggiuntivo sarà di 3 euro; se nel pacco sono presenti anche scarpe, il dazio salirà a 6 euro, poiché le categorie di prodotti diventano due. Gli acquisti effettuati all’interno dei 27 paesi dell’Unione Europea rimangono, invece, completamente privi di queste tasse doganali.


Modalità di pagamento e possibili rallentamenti


Le procedure di riscossione cambieranno a seconda del venditore. Per gli store più grandi e strutturati, il dazio sarà addebitato direttamente al momento del checkout, venendo quindi incluso nel totale dell’ordine. Per quanto riguarda invece i rivenditori più piccoli o i privati, la tassa dovrà essere saldata direttamente alla dogana, una procedura che potrebbe comportare rallentamenti significativi nella consegna del pacco.


La situazione in Italia: in arrivo un ulteriore rincaro


La questione non si chiude con il dazio europeo. È previsto che dal 1 ottobre 2026 si aggiunga un’ulteriore tassa di 2 euro specifica per i pacchi diretti in Italia, che andrà a sommarsi ai 3 euro previsti dall’Unione Europea. L’amministrazione nazionale sta monitorando attentamente la situazione, consapevole del rischio che le grandi compagnie possano tentare di aggirare il balzello italiano facendo transitare i pacchi attraverso altri paesi dell’Unione Europea prima di farli arrivare a destinazione nel nostro Paese.


Foto: iStock.