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A Shanghai il gelato lo prepara un robot: dentro il primo fast food dove servono solo umanoidi


In un periodo in cui la presenza dei robot nella vita quotidiana continua a crescere, dalla Cina arriva un nuovo esperimento destinato a far discutere: nel Blizzard Robot Restaurant, nato dalla collaborazione tra la catena Dairy Queen e la startup di robotica Sharpa, l’intero processo di preparazione e consegna del gelato è affidato a un robot umanoide. Il locale si trova nella Wujiang Road Food Street di Shanghai, dove il gelato viene ormai preparato, e persino servito, senza l’intervento di mani umane.


Chi è North, il robot che prepara il gelato


Dietro il bancone lavora North, conosciuto anche come Xiao Sha, un robot umanoide sviluppato da Sharpa. La sua caratteristica più sorprendente non è tanto il software quanto la capacità di inserirsi in un punto vendita già esistente senza modificarne cucina o macchinari: North apre le porte del personale, utilizza gli stessi frullatori dei dipendenti umani e afferra i bicchieri di carta con estrema delicatezza.


Le sue mani, dotate di ampia libertà di movimento, integrano oltre mille sensori tattili capaci di regolare la forza della presa cento volte al secondo, un dettaglio fondamentale per non danneggiare i fragili bicchieri durante la preparazione.




Un lavoro fatto di decine di micro-passaggi


Preparare un Blizzard, il gelato denso che si serve capovolgendo il bicchiere senza farlo cadere, richiede a North circa 55-60 micro-passaggi consecutivi: dosare gli ingredienti, gestire la miscelazione e infine eseguire il celebre capovolgimento davanti al cliente. Un processo che il robot completa in circa 6 minuti, contro i 2-3 minuti di un dipendente esperto, rendendolo per ora meno efficiente e più costoso rispetto al personale umano.


Perché, allora, conviene investirci?


Se dal punto di vista puramente commerciale l’operazione non è ancora vantaggiosa, il suo valore strategico è enorme: ogni turno di lavoro genera dati preziosi sull’interazione fisica in spazi ristretti, utili a rendere i robot futuri più veloci ed economici.


Non è un caso che, pochi giorni dopo l’apertura del locale, Sharpa abbia chiuso un finanziamento da 670 milioni di dollari, sostenuto da Alibaba, Tencent e Meituan, portando la valutazione dell’azienda a 3,3 miliardi di dollari: un investimento che guarda soprattutto al futuro, tra invecchiamento della popolazione e crescente carenza di manodopera nei servizi.