Milano – Il disegno come fondamentale elemento della più nota produzione pittorica di Osvaldo Licini. Lorenzelli Arte a Milano presenta “Di segni di sogno”, una mostra che, come dice lo stesso gallerista Matteo Lorenzelli, si inserisce nella scelta consapevole di una “sofisticata inattualità”. “Per me – ci ha detto – andare controcorrente ormai è diventato una sorta di modus vivendi, e ancora una volta, se ce ne fosse mai bisogno, sto presentando insieme Giorgio Magnoni e Roberto Borghi una mostra di Licini, artista apprezzato più all’estero, e in Italia assolutamente dimenticato”.
Una dimenticanza che, guardando i lavori di Licini, appare ingiustificata sia per la semplice forza visionaria del tratto, sia per il percorso che ne documenta evoluzioni consapevoli e costanti. Il co-curatore della mostra, Roberto Borghi. La sequenza continua di disegni – ci ha spiegato – testimonia come tutte le evoluzioni della pittura di Licini, i passaggi alle varie fasi, quella astratta, l’Amalassunta, gli Angeli ribelli, per poi tornare agli angeli con una memoria della fase astratta geometrica, queste fasi sono state elaborate precedentemente nel disegno e poi le intuizioni elaborate nel disegno si sono come condensate nella pittura”.
Pittura che in mostra è comunque presente, ma in posizione successiva e ridotta rispetto al disegno, con dei lavori di piccola o media dimensione, che comunque testimoniano della forza espressiva di Licini. E Lorenzelli rivendica le proprie scelte all’insegna della ricerca, e non solo delle opportunità di mercato.
“Oggi come oggi – ha concluso il gallerista – sono sempre quei quattro o cinque nomi che girano e trovo che ci sia una noia mortale… Molte gallerie fanno solo una linea di mercato, non c’è più nessuna forma di esplorazione o di riproponimento di artisti dimenticati o sconosciuti che meriterebbero molto di più di
Fino al 30 gennaio 2016 sarà dunque possibile confrontarsi con l’opera, per così dire, sotterranea di Osvaldo Licini.