Genova – “Partiamo da Genova per dire no alla svendita dell’Ilva. Non si può svendere l’Ilva e a Genova non si può svendere l’accordo di programma quindi continuiamo la mobilitazione”.
I lavoratori dell’Ilva di Genova hanno occupato lo stabilimento al termine di un’assemblea in
fabbrica convocata dalle sigle sindacali Fiom Cgil e Failms. I lavoratori, che chiedono il rispetto dell’accordo di programma del 2005 che garantiva il mantenimento dei livelli occupazionali e continuità di reddito per i dipendenti dell’azienda, sono scesi per strada con camion ruspe ed altri mezzi da lavoro, dando vita a un corteo nel ponente cittadino, causando gravi disagi al traffico.
I lavoratori hanno acceso petardi e fumogeni e dato fuoco ad alcuni copertoni ma non si sono registrati incidenti gravi.
“L’invito del collegio di vigilanza sull’accordo di programma per il 4 febbraio 2016 a Roma – ha urlato ai manifestanti da una ruspa Armando Palombo, coordinatore della Rsu-Fiom dello stabilimento genovese – non è soddisfacente perché è la riproposizione di un incontro già avuto a Genova con un osservatore”. “Ci vuole un invito – ha sottolineato – dove il governo si fa carico del caso Genova e anche del caso Ilva a livello nazionale”.
Cresce intanto il malumore tra gli operai che rivolgono al governo l’appello a un impegno concreto per salvaguardare i livelli occupazionali. “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, questo non ce lo dobbiamo dimenticare – dice un impiegato Ilva – noi però non lavoriamo. Non vogliamo essere assistiti ma vogliamo lavorare. Siccome c’è chi sta lavorando 1 giorno al mese, o una settimana o due settimane al mese, questo non è lavorare per noi”.