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Video News 20/06/2015

Milano – I migranti forzati presenti in tutto il mondo sono quasi 60 milioni e non c’è la possibilità di aiutarli tutti. È l’amara ammissione dell’Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra il 20 giugno ed è giunta alla quindicesima edizione.


“L’Italia – ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – sente alto e forte, da sempre, il dovere di solidarietà nei confronti di chi giunge nel nostro Paese, coltivando l’ispirazione e la speranza verso una vita più sicura e un avvenire per sè e per i propri figli e continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, con l’auspicabilmente crescente contributo dell’Unione Europea e della comunità internazionale”.


Il rapporto dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unchr), intitolato “Il mondo in guerra”, ha riferito di un forte aumento del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, pari a 59,5 milioni alla fine del 2014, contro i i 51,2 milioni del 2013, sottolineando come più della metà dei rifugiati a livello


mondiale siano bambini.


Secondo l’Unhcr, nel 2014 ogni giorno 42.500 persone diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni; in tutto il mondo, una persona ogni 122 è attualmente un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. Questo perché negli ultimi 5 anni sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti in tutto il mondo.


La Siria è il Paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni che di rifugiati, seguito da Afghanistan e Somalia. Sono poi le nazioni meno ricche a farsi maggiormente carico dei rifugiati.