Giacarta – La dieta mediterranea fa bene all’ambiente, non solo alle arterie e al benessere dei dotti epatici. Ma non tutti se ne rendono conto. E ora che anche in Asia il consumo di carne è esploso in quantità e modalità incoercibili a farne le spese non sono solo le coronarie individuali ma quelle di tutto il pianeta.
In Estremo Oriente il bulimico appetito per la carne è alimentato dall’aumento dei redditi delle famiglie con il conseguente mutamento delle abitudini alimentari. È il caso della Cina, dell’India e dell’Indonesia. A Giacarta, la capitale indonesiana sull’isola di Giava, prodotti una volta raramente consumati al di fuori delle grandi feste religiose annuali sono attualmente disponibili in grandi quantità e a prezzi abbordabili per un numero crescente di tasche.
Ma il benessere porta spesso con sé effetti collaterali che molti preferiscono non vedere. Nello specifico, spiegano gli ambientalisti, non è stata raggiunta una presa di coscienza esatta del contributo fornito dall’allevamento del bestiame da carne sulle emissioni di gas serra, in quanto status e lifestyle hanno finito per privilegiare scelte più appetibili e gourmand di consumi.
“Esiste un legame preciso tra la produzione di carne e le emissioni nocive a livello planetario che contribuiscono al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici, spiega Nyoman Iswarayoga, direttore della comunicazione del Wwf indonesiano. Il bestiame ha bisogno di spazi e dunque di terre. Per questo un numero più alto di capi di bestiame chiederà più terre e così altre foreste spariranno per essere riconvertite in funzione delle esigenze agricole”. Contribuendo così alla congestione delle arterie e all’inquinamento dei dotti epatici di tutto il pianeta Terra.