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Video News 17/06/2015

Roma – E’ una leggenda del ciclismo di tutti i tempi a 40 anni dalla fine della sua fenomenale carriera: Eddy Merckx compie 70 anni, e resta noto come il “Cannibale”, il corridore che divorava gli avversari, un soprannome da lui non amato ma che di certo descrive bene le straordinarie imprese del belga.


Una sola cifra riassume la sua egemonia: in 1800 gare disputate, Merckx riportò 525 vittorie (445 nella categoria professionisti). Il suo è un palmarès vertiginoso: sette Milano-Sanremo, cinque Tour de France, Giro e Liège-Bastogne-Liège.


Designato miglior ciclista del XX secolo dall’Unione Ciclistica Internazionale, di Merckx, più ancora dei numeri delle vittorie, colpiscono gli exploit: fughe spesso di decine di chilometri con vantaggi di cinque, sette minuti sugli avversari.


(CLIP DA 2:45 – 3:22) Il suo record dell’ora, conquistato a Città del Messico nel 1972, fu per sua ammissione la performance che lo fece soffrire di più, e a ragione, perché rimane un’impresa quasi mitologica: 49,431 km, che resistette ben 12 anni. Fu battuto solo da Francesco Moser nel 1984 – grazie però anche a delle innovazioni tecnologiche importanti sulla bicicletta. Bisognerà aspettare 28 anni, fino al 2000, perché il britannico Chris Boardman lo batta su una bicicletta “normale”.


Pur nella grandezza, Merckx ha sempre mantenuto una notevole modestia: “Mi considerano il più grande ciclista di tutti i tempi ma, in fondo, non è un granché – spiegò una volta – avevo un dono del cielo e l’ho usato, non ho grandi meriti. Qualsiasi medico ha fatto cose più importanti di me”.