Roma – Duecentosessanta minimarket nel centro storico di Firenze, area patrimonio dell’Unesco, sono troppi: se n’è accorta anche l’agenzia delle Nazioni Unite che ha mandato una “comunicazione formale” al Comune per migliorare il piano di gestione del patrimonio.
Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, spiega: “Ci è arrivata una comunicazione formale dell’Unesco in base alla quale Firenze è sotto osservazione, perché non abbiamo ancora applicato il piano di gestione dell’Unesco in modo completo”.
Per stringere i tempi e le norme, Nardella ha annunciato un pacchetto molto complesso, che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale e, soprattutto, resistere ai ricorsi che senza dubbio fioccheranno al Tar. In pratica, il Comune cercherà di far chiudere, entro tre anni, tutti quegli esercizi che all’interno del centro storico abbiano dimensioni inferiori ai 40 metri quadri e non abbiano bagni accessibili ai disabili. E poi si prevede che la vendita di alcolici da asporto si interrompa alle 21.
Dall’altra parte verrà introdotta la “funzione di esercizio storico” per permettere alle botteghe d’artigianato e ai negozi di qualità di continuare a esistere. “Noi abbiamo utilizzato norme che partono dalla tutela del patrimonio culturale e quindi deroghiamo alla deregulation del commercio partendo dall’intenzione di proteggere quel tessuto commerciale della nostra città che oggi è realmente sotto attacco”, conclude il primo cittadino.