Venezia – I temi classici del lavoro di Fabrizio Plessi ritornano in due mostre parallele allestite a Venezia per raccontare la vita liquida dell’artista e dare forma al progetto complessivo Plessi in Venice. Si parte a Ca’ d’Oro, dove Plessi ha messo in mostra mille suoi progetti, intorno ai quali scorre un flusso d’acqua che è più di una metafora.
“L’acqua è sempre un elemento a me molto caro – ci ha detto – è un elemento antico, ancestrale, primordiale. Il video è un elemento d’oggi, legato alle nostre tecnologie, però io ho sempre sostenuto una profonda analogia e complicità tra l’acqua e il video, perché sono fluidi, mobili, sono due elementi che apparentemente sono lontani e distanti, invece si possono intersecare e confondersi”.
I molti disegni, spesso parte nascosta del lavoro di Plessi noto al grande pubblico, costituiscono, nelle parole dell’artista, una sorta di radiografia del suo lavoro. “La cosa più importante – ha aggiunto – è l’idea, e le idee le ho tradotte tutte in fogli A3 e il titolo di questo tavolo è La mia testa è un foglio A3”.
All’Arsenale invece Plessi ha allestito una sua installazione più classica, composta dalle tipiche barche di Maiorca, che la modernità e le norme europee stanno facendo scomparire, e le luci blu che sono in qualche modo una firma. “Ho ritrovato nei posti più impensati, negli ovili, nelle vecchie cascine, sulla montagna, ho trovato gli ultimi 14 llaut e ne ho fatto una grande scultura tipica proprio del mio lavoro”.
Le due mostre, che vivono in parallelo rispetto alla Biennale d’arte, resteranno aperte al pubblico fino al 22 novembre.