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Video News 14/05/2015

Roma – Originalità, provocazioni, blasfemia, ironia. Le opere dei maggiori artisti belgi del XX e XXI secolo sono esposte a Roma al Macro – Museo d Arte Contemporanea, fino al 13 settembre. E’ “I belgi. Barbari e poeti” la mostra che fa una panoramica sull’arte e la cultura belga e ispirata nel titolo al passo del “De Bello Gallico” di Giulio Cesare in cui i belgi venivano definiti il popolo più coraggioso, per il loro carattere selvaggio e libero.


Un progetto più che una mostra, un tentativo di definire l’identità dell’arte belga che si è sempre ispirata a quella di altri paesi ma ha poi rielaborato una sua linea personale, “barbara”, intesa come diversa e un po’ atipica, ma con una sua poetica originale. Dagli artisti più famosi come James Ensor, René Magritte, Paul Delvaux, Félicien Rops, Pierre Alechinsky, Frits Van den Berghe, ai giovani e contemporanei come Koen Vanmechelen e Jan Fabre con le loro provocazioni con i polli e il banchetto di gufi impagliati o a Johan Muyle con un macabro tango.


Il curatore Antonio Nardone


“Molti artisti in Belgio studiano la storia dell’arte dei grandi paesi vicini, ma scelgono un modo abbastanza strano di rappresentare le idee e le cose, come il surrealismo, da James Ensor fino ai giovani, c’è questo filo: sono un po’ barbari ma sempre poeti”.


“Volevo presentare a Roma questa mostra perché tutti gli artisti fanno un viaggio a Roma per studiare i classici”.


E dopo Roma la mostra a ottobre andrà a Bruxelles dove resterà fino a gennaio 2016.