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Video News 09/12/2015

Palermo – Prima festa dell’Immacolata da arcivescovo di Palermo per don Corrado Lorefice. Il successore di Paolo Romeo, insediatosi il 5 dicembre, ha celebrato il pontificale dell’Immacolata in una cattedrale piena di fedeli. La concomitanza della festa della Madonna con l’apertura della Porta Santa al Vaticano, ha offerto a Lorefice l’occasione per una riflessione sul Giubileo, che sia occasione per una maggior comunione tra popoli e religioni in un periodo storico così difficile.


“Questo è lo stile del cristiano: avere sempre un cuore aperto – ha detto Lorefice – Il simbolo della Porta Santa racchiude l’identità stessa della Chiesa, una porta aperta per tutti. Ricorda a tutti gli uomini che bisogna avere un cuore spalancato, inclusivo, che non esclude nessuno. E’ questo il Dio che abbiamo imparato a conoscere, e che accoglie tutti”.


Lorefice aprirà la Porta Santa in cattedrale il 13 dicembre, mentre il 19 e il 20 saranno aperte le altre tre: quelle dei santuari di Santa Rosalia a Monte Pellegrino e della Madonna di Altavilla Milicia, ma anche quella della missione Speranza e Carità di Biagio Conte, in via Decollati.


“Il vescovo ha senso perchè c’è una comunione che bisogna mettere in atto – ha detto Lorefice – la Chiesa è comunione. Nel suo dna c’è una dimensione sinodale. Il vescovo serve la comunione di tutti questi carismi e di tutti questi doni che devono essere messi al servizio dell’unico Vangelo che gli uomini attendono”.


E quando non si annuncia il vangelo, cosa succede? “Succede che la Chiesa ha la tentazione di riflettere una luce sua propria ed è il momento in cui diventa più buia”, ha concluso.