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Video News 01/10/2015

Roma – Un confronto tra tre maestri dell’arte italiana, insieme sotto questa luce per la prima volta. Fino al 10 gennaio ai Musei Capitolini di Roma, la mostra “Raffaello, Parmigianino, Barocci – Metafore dello sguardo”, analizza la relazione e l’eredità dell’artista Urbinate con Francesco Mazzola, detto il Parmigianino e Federico Barocci, attraverso dipinti, disegni e stampe.


Pietro Folena, presidente dell’associazione MetaMorfosi:


“Una mostra abbastanza unica per la raccolta e l’impianto scientifico e culturale, ha dei capolavori a partire dall’autoritratto di Raffaello”.


La curatrice Marzia Faietti, direttrice del gabinetto disegni e stampe degli Uffizi spiega il filo rosso dell’esposizione.


“La mia mostra parte dalla volontà di verificare se le fonti cinquecentesche e seicentesche che parlavano di eredità da parte di Parmigianino e Barocci del grande Raffaello, possa avere ancora oggi una validità e in che senso”.


Nella mostra infatti, attraverso disegni di figure femminili, studi come la “Deposizione Borghese” di Raffaello, quello per la “Deposizione di Perugia” di Barocci, dipinti come l'”Annunciazione” o la “Madonna delle ciliegie” e i celebri “Autoritratti”, si evidenzia come il Parmigianino parta da Raffaello come modello, ma si trasformi in altro, affermandosi per la sua originalità. Mentre Barocci, nato anche lui a Urbino, ci si avvicini per le diverse influenze culturali, gli stimoli, ma con un risultato diverso, dovuto anche al contesto storico successivo.


“Dunque l’eredità è un fatto complesso che va analizzato di volta in volta, eredi sì, diversi, altrettanto sì”.