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Video News 01/10/2015

Nancy – La tecnologia militare che si sta sforzando di rendere sempre più intelligenti le bombe, ossimoro che può sembrare divertente solo a chi non ne abbia mai visto da vicino gli effetti devastanti, non può comunque fare a meno dei boots on the ground, degli operatori sul terreno.


Ieri in Afghanistan, oggi in Sahel e certamente anche in Siria, nonostante le smentite ufficiali, i Joint Terminal Attack Controller francesi, gli specialisti che guidano i raid aerei sulle coordinate gps degli obbiettivi prescelti al fine di massimizzare il risultato e ridurre al minimo gli effetti collaterali, sono gli occhi e le orecchie dei Rafale e dei Mirage dell’aviazione militare di Parigi.


Gli acquisitori di obiettivo avanzati, Jtac nel gergo Nato, sono operatori per le forze speciali infiltrati dietro le linee nemiche addestrati per occultarsi il più vicino possibile al target per guidare bombe e aerei “intelligenti”. Mimetizzati su una duna di sabbia o una linea di cresta montuosa, le guide dei caccia sul terreno si mettono in contatto con gli aerei in volo oltre la coltre delle nuvole grazie ad attrezzature hi-tech sofisticatissime e portatili. Imparano, nei simulatori del centro di addestramento di Nancy, le procedure per dare il “Cleared hot”, l’autorizzazione al tiro.


Piegati sulle mappe, circondati da ripetitori satellitari in miniatura, gps e computer portatili, nel crepitio tranquillo delle onde radio, i Jtac stanno per scatenare l’inferno dal cielo. È in questo modo che le forze speciali statunitensi contribuirono nel 2001, spostandosi a cavallo attraverso l’Afghanistan settentrionale, al crollo repentino del regime talebano. Una lezione che non è andata persa.


“I Jtac sono l’interfaccia tra le operazioni terrestri e quelle aeree, spiega il tenente colonnello Rodolphe Wiese, responsabile del centro di addestramento all’appoggio aereo di Nancy. Consentono ai comandanti di capire come l’intervento aereo puoi appoggiare e integrare le manovre al suolo. Di converso, permettono agli elementi delle operazioni aeree di rendersi conto della situazione a terra per favorire un intervento più efficace di piloti e caccia-bombardieri”.