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“Robinù”, Michele Santoro porta a Venezia i baby-boss di Napoli

Roma – Anche Michele Santoro alla Mostra del cinema di Venezia con il documentario “Robinù” che ha ideato e diretto, presentato nella nuova sezione non competitiva “Cinema nel Giardino”.


Il film vuole raccontare i veri volti dei baby-boss della camorra a Napoli e dei loro familiari. Porta sullo schermo la storia di un gruppo di giovani che sotto gli occhi indifferenti delle istituzioni hanno evaso obblighi scolastici, non parlano italiano, si drogano. Bande di adolescenti che negli ultimi anni hanno iniziato a combattersi a colpi di kalashnikov, in una guerra dimenticata per imporre una nuova legge per il controllo del mercato della droga e che è arrivata a contare oltre 60 morti in due anni, chiamata anche la “paranza dei bambini”.


Bambini che a 15 anni imparano a sparare, a 20 sono dei killer consumati e a 30 spesso non ci arrivano. Il documentario arriverà al cinema in autunno, distribuito da Videa.