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Pasticceria come passione: al raduno dei fan di Iginio Massari

Milano – Sono le otto e mezza di una soleggiata domenica di febbraio e davanti all’ingresso della Camera di Commercio di Brescia c’è un’insolito affollamento.


Quattrocento persone sono arrivate da tutta Italia per trascorrere la giornata in questo auditorium. “La passione mi spinge così lontano per il maestro – ci ha detto Massimiliano dalla Sicilia – E’ il non plus-ultra della pasticceria e del mondo del cibo in Italia”. “Passione per la pasticceria? E quindi l’occasione di passare due giorni fuori e vedere all’opera un maestro – Al di là della bontà di quello che fa quello che mi piace è come si pone nei confronti degli altri”. “Sono pasticcera – ha detto una ragazza da Bollate -ma non si impara mai abbastanza”.


Loro sono i fan di una “rockstar” della pasticceria italiana: Iginio Massari. E quando lui è salito sul palco, per una no-stop di nove ore a base di frolle, cremosi e pasta bignè, la reazione della platea è stata degna di questo nome.


Per tutto il giorno, seduti in platea, hanno ascoltato, fatto domande, preso appunti, scattato foto per provare, una volta a casa, a rifare i suoi dolci, con successo. Lui, affiancato da altri pasticceri del calibro di Davide Comaschi, Fabrizio Galla, Davide Santin Sal De Riso e Alessandro Servida, si è concesso con generosità ai suoi fan, gettando qua e là, tra un pan di spagna e una crema inglese, moniti e consigli: “Volevo dirvi, quando comperate i libri ricordate che non comperate la professionalità quella la dovete scoprire voi”.


Immancabile, ovviamente, il momento degli autografi e dei selfie, prontamente pubblicati sulla pagina facebook dell’Iginio Massari fan club. Perchè la passione per questo pasticcere, che non fatica a riconoscere di essere di un’altra generazione, vive soprattutto sui social network, dove la pagina del fan club conta oltre 11mila iscritti, più i 180 mila followers del suo profilo personale.


E’ lì che si è alimentata per mesi l’attesa per questo raduno ed è lì che ora, a evento finito, tutti si affrettano entusiasti a far sapere che c’erano, senza risparmiarsi in superlativi assoluti e ringraziamenti. In attesa, inutile dirlo, del terzo raduno.