Milano – Il regista italiano Gianfranco Rosi ha trionfato al Festival del cinema di Berlino con il suo “Fuocoammare”, film documentario su Lampedusa, di cui racconta la vocazione di terra di confine, primo porto d’Europa per migliaia di rifugiati, ma non è stato premiato dal pubblico italiano in sala. Nel primo weekend di programmazione subito dopo la vittoria alla Berlinale, il film non è neanche nei primi dieci incassi. Probabilmente è solo questione di tempo, saranno più significativi i dati delle prossime settimane, intanto Rosi si gode un premio che spera vada ben oltre.
“Io spero, e lo dico con grande umiltà, che questo film possa portare una consapevolezza”.
“Non possiamo dire che non abbiamo visto quello che sta succedendo davanti ai nostri occhi – ha continuato – ogni giorno vediamo queste immagini, di gente che muore nelle barche, schiacciati, a causa della mancanza di aria e del gas delle barche. È un crimine e non possiamo accettarlo”.
Il regista ha dedicato il premio agli abitanti di Lampedusa e tutte le persone che sull’isola non ci sono mai arrivate.
(Immagioni Afp)