Roma – Il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo, è o non è cancerogeno? La questione divide il mondo scientifico. Il 16 maggio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la Fao hanno definito “improbabile che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’essere umano”. Un annuncio fatto a due giorni dalla richiesta di ri-autorizzare per i prossimi 9 anni l’erbicida, che la Commissione ha sottoposto a Bruxelles al Comitato permanente Ue su piante, animali, alimenti e mangimi, trovandosi contro Francia e Italia, mentre sette paesi si sono astenuti. Il voto è stato quindi rinviato.
Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia:
“E’ strano che questo parere arrivi esattamente a due giorni dalla discussione che è iniziata a livello europeo per decidere se riapprovare, quindi rinnovare l’autorizzazione al glifosato che è in scadenza il 30 di giugno, con un tempismo – sottolinea l’esperta – alquanto strano e tra l’altro alcuni membri di questo gruppo di lavoro collaborano anche con istituti che sono direttamente finanziati dal mondo delle industrie, da chi quindi produce e commercializza questa sostanza, come per esempio la Monsanto. Quindi il sospetto onestamente di una vera indipendenza esiste”.
Ci sono gli agricoltori che entrano in contatto diretto con il glifosato, ci sono però anche gli operatori che lo usano per fare diserbo in città o le persone che si trovano nella zona nel momento in cui questa sostanza viene irrorata. L’erbicida è stato giudicato nel 2015 come “probabilmente cancerogeno” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc). Di tutt’altro avviso l’Autorità Ue di Sicurezza alimentare, Efsa:
“A seguito di questa classificazione, l’autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) con sede a Parma ha invece emesso un’opinion sostanzialmente differente e lo ha classificato come ‘probabilmente non cancerogeno’ c’è anche un gioco di parole abbastanza originale – denuncia Ferrario – però basandosi anche su studi e quindi dati non pubblici, fatti dalle aziende che lo producono e lo commercializzano, che non sono dato pubblici perché coperti da segreto industriale… commerciale.”
L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sta conducendo indagini sull impatto sanitario del glifosato per arrivare a una classificazione ufficiale della Ue. Il processo si concluderà a fine 2017: se si stabilirà che il glifosato può causare il cancro, interferire con la riproduzione o danneggiare il sistema ormonale, secondo la normativa europea non potrà più essere venduto.