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Duplice omicidio a Palermo, nella notte fermata coppia coniugi

Milano, 4 mar. –


Palermo, 4 mar. – Non ci sarebbe la mafia dietro il duplice omicidio avvenuto nella mattinata di giovedì 3 marzo nel quartiere Falsomiele di Palermo. Nella notte infatti gli uomini della Squadra Mobile


hanno fermato una coppia di coniugi residenti poco distante dal luogo dell’omicidio.


A far stringere il cerchio attorno ai due, che erano stati condotti negli uffici della Mobile con


pesanti sospetti, sono state le immagini di videosorveglianza della zona in cui è avvenuto il duplice omicidio. Nei video, in particolare, si vedrebbe l’auto della coppia passare sul luogo


del delitto, per farvi ritorno pochi minuti dopo. Inoltre, a contribuire al quadro d’accusa contro i due, c’è anche il racconto di un testimone.


Non sarebbe stata dunque “Cosa nostra” ad armare i killer che ieri mattina hanno freddato a colpi di pistola Vincenzo Bontà, genero del boss Giovanni Bontade, e Giuseppe Vela, factotum di


Bontà. I due coniugi finiti in manette, che hanno sempre respinto l’accusa, hanno 52 e 45 anni, oltre alla passione per le armi. Ma cosa può aver spinto la coppia a compiere quella che è apparsa


come una vera e propria esecuzione? Le piste seguite dagli inquirenti sono diverse. Tra queste quella legata a ragioni di vicinato, dal momento che i terreni della vittima confinavano con quelli dei presunti assassini.