Che tra Barbara D’Urso e la Rai non sia filato tutto liscio sembra chiaro a tutti. Ormai, quando escono notizie che in qualche modo citano anche l’azienda pubblica, subito i follower storcono il naso.
Non li si può biasimare. Da quando, ormai nel 2023, Barbara D’Urso ha detto addio a Mediaset, sono uscite moltissime indiscrezioni sui suoi progetti futuri, ma nulla si è mai concretizzato davvero.
Quelli con la Rai, poi, hanno illuso ancora di più le speranze dei fan. Si è spesso parlato di programmi “cuciti su misura” su di lei, ma puntualmente, quando venivano presentati i palinsesti, si confermava che per la D’Urso . Queste scelte, ovviamente, negli anni hanno dato vita alle interpretazioni più fantasiose, che tiravano in ballo influenze politiche, patti di “” con Mediaset e altre motivazioni ancora.
Eppure il pubblico la chiedeva a gran voce. È stata di “Ballando con le stelle”, eppure non è bastato. Ad oggi diventa ancora più difficile farprevisioni.
Perché Barbara D’Urso non ha avuto programmi in Rai
A suo modo lo confermano le risposte date all’ADNKronos dal Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore. Ha confermato che c’è stato un interesse in passato, ma ha anche spiegato il motivo per cui il progetto non si è concretizzato.
Le parole di Di Liberatore, però, suonano più come una porta chiusa che come una finestra aperta. Il direttore ha confermato che un progetto c’era, che ci si era lavorato, ma che “la composizione del perimetro editoriale” — tradotto: non c’era spazio — ha impedito che si concretizzasse. Una spiegazione tecnica, fredda, che difficilmente alimenta speranze. E il pubblico, abituato ormai a sentirsi dire che Barbara D’Urso è “in valutazione”, sa bene come va a finire. L’entusiasmo, inevitabilmente, si è nuovamente raffreddato.
L’unica certezza è che tra poco più di un mese, con la presentazione dei palinsesti Rai 2026-27, si potrà finalmente sapere se per lei ci sarà davvero un posto o se, ancora una volta, il suo nome sparirà dai progetti come quei programmi di cui aveva parlato lei stessa: costruiti, lavorati e poi svaniti nel nulla.