Roma, dal 26 al 29 maggio. Migliaia di ragazzi provenienti da tutta Italia scendono in campo — letteralmente — per contendersi il titolo di campioni dello sport scolastico. Si chiamano i , e la loro riedizione rappresenta un momento significativo per lo sport scolastico nazionale. Si parte il 26 maggio da Piazza del Popolo con la sfilata inaugurale: musica, colori e tutta l’energia di una generazione che ha voglia di giocare, competere e stare insieme. Non solo una gara. Una festa.
Il programma
Il 26 maggio, ore 16:00, dal palco di Piazza del Popolo, gli speaker di RDSNEXT Samu Mara e Iris di Domenico daranno il via ufficialmente alla fase finale dei Nuovi Giochi della Gioventù mentre la social host Giusy Di Fratta racconterà da vicino tutta la giornata. Il 29 maggio, a partire dalle 9:00, andrà in scena allo Stadio Olimpico la grande cerimonia di chiusura presentata da Samu Mara e Cristina Perrillo e con Giusy Di Fratta tra il pubblico. I
In entrambe le giornate non mancheranno i tantissimi ospiti, non solo del mondo dello sport ma anche della musica.
La storia dei Giochi della Gioventù
I Giochi della Gioventù nascono nel 1969 su iniziativa di Giulio Onesti, presidente del CONI e figura centrale dello sport italiano del dopoguerra. Fin dalla loro prima edizione rappresentarono uno strumento di politica sportiva di ampia portata: una competizione scolastica nazionale capace di coinvolgere le scuole di tutta la penisola e di avvicinare le nuove generazioni alla pratica sportiva in modo strutturato e capillare. Dopo decenni di continuità, la manifestazione subì una prima interruzione nel 1996. Ripresa in forma ridotta, si interruppe nuovamente nel 2017, avviando un periodo di sospensione durato sette anni. La riedizione 2026 segna la ripresa ufficiale dell’iniziativa, sostenuta da un protocollo d’intesa interministeriale che coinvolge il Ministero dell’Istruzione, il Ministro per lo Sport e i Giovani, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero per la Disabilità, creando così una forte collaborazione interministeriale per garantire il successo e la diffusione dei Giochi in tutta Italia.
Le scuole coinvolte
Il cuore dell’iniziativa batte nelle scuole secondarie di primo grado di tutta Italia. Sono loro le protagoniste: con i loro studenti tra gli 11 e i 14 anni, l’età in cui lo sport può davvero fare la differenza. Non si parla di una selezione ristretta di istituti d’élite, ma di una mobilitazione diffusa, regione per regione, che punta a portare a Roma i rappresentanti di un’Italia giovane e sportiva. L’obiettivo dichiarato è l’inclusività: che nessun ragazzo resti fuori, che ogni scuola abbia la sua chance. La competizione sarà annuale, il che significa che chi non ce la fa quest’anno ha già un appuntamento per l’anno prossimo.
Perché i Nuovi Giochi della Gioventù sono importanti per i ragazzi
Vincere è bello. Ma i Nuovi Giochi della Gioventù puntano a qualcosa di più difficile da misurare sul tabellone dei risultati. Durante le competizioni, i ragazzi partecipanti saranno coinvolti in percorsi di sensibilizzazione su temi che vanno dall’alimentazione sana alla salute, dalla tutela dell’ambiente alla disabilità, dalle pari opportunità al rispetto dei luoghi pubblici.
È un approccio che scommette sull’idea che lo sport sia un linguaggio universale — e che, se usato bene, possa veicolare valori che restano. Il ragazzo che impara a rispettare l’avversario impara qualcosa che gli servirà fuori dallo sport. C’è poi la dimensione sociale, quella del conoscersi e del mescolarsi. Non solo una competizione, ma un’opportunità per conoscere nuovi compagni e rafforzare il senso di comunità tra le diverse regioni italiane; un valore che va ben oltre il medagliere.
Il 26 maggio, quando la sfilata attraverserà Piazza del Popolo, tutto questo avrà un volto preciso: quello di migliaia di ragazzi che corrono, saltano e si sfidano. Sarà una festa per tutti e tutte: che i giochi abbiano inizio!