In tanti avevano sottovalutato la partecipazione di Lucio Corsi all’. Fin da quando aveva “” ai party di Madrid, da sempre una tappa importantissima per tutti i cantanti in gara, in molti, tra critici musicali ed esperti di gossip, avevano iniziato a sostenere che il cantautore volesse fare lo snob nei confronti della manifestazione. Anche il fatto che nelle interviste ribadisse spesso che a lui la gara “” alimentava l’idea che Lucio non ci credesse fino in fondo.
Tutt’altro. Una volta arrivato a Basilea ha fatto capire a tutti di avere una visione molto precisa e una strategia ben congegnata per affrontare il Song Contest. Ha iniziato a pubblicare molti video, , accompagnati da altri dove invece “” la sua “Volevo essere un duro” in più lingue.
Il messaggio era chiaro: voleva far capire al pubblico dell’Eurovision che aveva una sua personalità, molto particolare e riconoscibile, costruita in anni di gavetta, ma al tempo stesso voleva limitare il più possibile le barriere linguistiche.
Perché ha tradito Topo Gigio?
L’ultima trovata è stata quella di presentare, appena un giorno prima della finale, le sue nuove magliette. Per il pubblico italiano erano diventate un vero e proprio cult: dopo Sanremo, tutti, d, indossavano la t-shirt di “Volevo essere un duro” con sopra . All’Eurovision, però, e allora, in collaborazione con i Looney Tunes, ha lanciato quelle con Titti. Il video per farlo è altrettanto curato nei minimi dettagli: Lucio e il suo fido collega Tommaso si divertono sull’autoscontro, in sottofondo ci sono le musiche di Nino Rota per “8 e ½” di Fellini. Una scelta ricercata ma, in qualche modo, riconoscibile anche all’estero. Chapeau.
I risultati iniziano a notarsi. “Volevo essere un duro” in molti Paesi e, piano piano, sta anche acquistando posizioni in quella della finale prevista dai bookmaker.
Lucio Corsi probabilmente , ma sarà ricordato sicuramente come uno degli artisti più interessanti del Song Contest.
Foto: LaPresse