La musica è partita, i 30 Big sono saliti sul palco e l’Italia si è sintonizzata come da tradizione. Ma la prima serata del Festival di Sanremo 2026 lascia un retrogusto inatteso: i numeri. Dopo l’entusiasmo dell’esordio, arrivano i dati ufficiali e raccontano uno scenario diverso da quello a cui la kermesse ci aveva abituati negli ultimi anni. Per Carlo Conti, un risveglio con sorpresa?
Sanremo 2026, ascolti in calo: i numeri della prima serata e la replica di Carlo Conti
La prima serata ha registrato 9.600.000 telespettatori con uno share del 58%. Un dato importante, ma che segna il risultato più basso degli ultimi 5 anni se messo a confronto con le edizioni precedenti. Nel 2025 gli spettatori erano stati 12.180.000 con il 65,3% di share; nel 2024, 10.561.000 con il 65,1%; nel 2023, 10.757.000 con il 62,5%; nel 2022, 10.911.000 con il 54,7%; nel 2021, 8.363.000 con il 46,6%; nel 2020, 10.058.000 con il 52,2%. Numeri che fotografano uno scarto evidente rispetto al recente passato, soprattutto se paragonati al picco dello scorso anno.
Doccia fredda? Forse. Ma Conti . Durante la conferenza stampa del primo giorno di Festival aveva dichiarato: “L’anno scorso sembrava impossibile eguagliare certi numeri e invece un po’ il caso, un po’ la fortuna, un po’ la bravura ci hanno portato a superarli. Avete visto la serenità con cui ho vissuto lo scorso anno, non sono entrato con cinque centimetri da terra orgoglioso dei risultati: non mi esalto se le cose vanno troppo bene, non mi abbatterò se domani i risultati non saranno quelli… anche perché tutto sommato devo battere me stesso”. E ancora: “Se ci saranno 5 o 6 punti in meno manterrò la stessa serenità. Lo scenario è diverso, ci siamo spostati di due settimane, i competitor sono diversi, ci sono le partite di calcio”.
Traduzione? Nessuna ossessione da share, nessuna gara con il passato. Il Festival è appena iniziato e le canzoni stanno iniziando a correre (in radio e in streaming). I numeri della prima serata fanno rumore, sì. Ma la partita – in tutti i sensi – è ancora lunga.
Foto: LaPresse.