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Eurovision 2026: Sal Da Vinci, la rara foto con la moglie Paola è un’opera d’arte


Mentre il pubblico dell’ — che inizia ufficialmente il 12 maggio presso la Wiener Stadthalle di Vienna — sta imparando a conoscere Sal Da Vinci e la sua “Per sempre sì”, è comparsa sui social una rara foto della moglie dedicata alla canzone.


Paola Pugliese, la moglie di Sal Da Vinci, è ormai una figura imprescindibile in tutti gli eventi importanti del cantante. Essendo una persona molto riservata e che preferisce apparire poco è piuttosto raro vedere delle sue foto. 


In pochi la conoscono, ma in più occasioni il cantante l’ha ringraziata pubblicamente, facendo capire quanto sia stato fondamentale il suo supporto in tanti anni di carriera (soprattutto quelli più difficili).




La coppia ora è insieme a Vienna e, , ha trovato il tempo per visitare la Galleria Austriaca del Belvedere, dove si trova Il Bacio di Gustav Klimt. Si sono fatti una foto “copiando” il quadro e Sal Da Vinci non ha resistito, commentando subito “Accussì”, facendo capire che tra lui e Paola sarà davvero “Per sempre sì”.


La lunga storia d’amore tra Sal Da Vinci e la moglie (che ha ispirato “Per sempre sì”)


Oltre 40 anni insieme e più di 30 anni di matrimonio: la storia d’amore tra Sal Da Vinci e Paola Pugliese è stata raccontata dai siti di settore come un matrimonio che ha superato la prova del tempo. I due si sono conosciuti nel 1984 a una festa di compleanno. Lui aveva 15 anni, mentre lei 16. Nonostante il solo anno di differenza, il cantante ha raccontato che la ragazza ha usato spesso l’età come scusa per rispondere ai suoi corteggiamenti: “Le ho provate tutte, lei mi chiamava criaturo”. I due si sposarono nel 1992; l’anno successivo nacque il primo figlio Francesco e, nel 1998, Annachiara, la loro secondogenita.


Oltre a non voler far parte del mondo dello spettacolo, Paola è una persona molto riservata che non ama stare sotto i riflettori. Per questo le riviste di cronaca rosa non sono mai riuscite a sapere molto sul suo conto. Sal Da Vinci ha spesso spiegato quanto la sua presenza sia stata fondamentale nella sua carriera, definendola la “parte miracolosa” della sua vita.