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Da Oasis a Taylor Swift: la classifica assurda dei biglietti più cari della storia della musica


L’annuncio del doppio concerto degli Oasis allo Stadio Olimpico di Roma per il 29 e 30 luglio 2027 ha scatenato un’ondata di reazioni tra entusiasmo, ansia da acquisto e discussioni sulle tariffe. I prezzi dei biglietti spaziano da 92,29 € per i settori con visuale più distante fino a 276,86 € per i primi anelli mentre i pacchetti VIP arrivano a raggiungere i 651,36 € per la Pre-Show Fan Experience (sia in piedi sottopalco che a sedere nei posti migliori).


Per arginare il bagarinaggio e la saturazione dei server però la vendita è stata strutturata tramite un sistema a registrazione e sorteggio (ballot). I fan devono registrarsi sul sito ufficiale entro una data limite e la registrazione permette di partecipare a un’estrazione per ottenere un codice d’accesso alle prevendite, che comunque non garantisce l’effettivo acquisto ma solo l’ingresso alla coda. Se la decisione di fissare prezzi bloccati è stata accolta con enorme sollievo, i fan sui social considerano la fascia di prezzo comunque piuttosto oltre a una serie di ironici e imperdibili commenti sullo stress da “click day” e per il sorteggio.



I prezzi incredibili dei live mondiali


Ma volete sapere quale è stato il prezzo del biglietto più alto per un concerto? Ottantaquattromila dollari: a tanto è arrivato il prezzo per assistere alla storica e irripetibile reunion dei Led Zeppelin alla O2 Arena di Londra nel 2007. Se in quel caso si trattava di un mix tra aste benefiche e un mercato secondario impazzito per l’unicità dell’evento, oggi simili follie economiche non sono però un’eccezione isolata.


Trentacinquemila dollari è stato, ad esempio, il picco toccato sulle piattaforme di rivendita per un posto in poltronissima per ascoltare Adele durante i suoi show al Caesars Palace di Las Vegas. 
Primo fattore: il mercato secondario dove la speculazione raggiunge regolarmente livelli paradossali. Per partecipare al The Eras Tour di Taylor Swift, i fan sono arrivati a sborsare oltre 14.000 dollari. Per rivendicare lo status sociale di poter dire «io c’ero» il pubblico paga pacchetti VIP che, come nel caso del Renaissance Tour di Beyoncé o degli show dei Rolling Stones, superano i 1.200-1.500 dollari già al botteghino, ottenendo in cambio gadget esclusivi, catering e l’ingresso in pit riservati sotto il palco. 


A guidare questa impennata, non sono più solo i classici bagarini ma il dynamic pricing, un sistema in cui sofisticati software modificano il costo dei tagliandi ufficiali in tempo reale in base alla richiesta. Il caso più emblematico e discusso è stato il tour di Bruce Springsteen: a causa dell’algoritmo, i fan del “Boss” – da sempre icona della classe operaia – si sono trovati di fronte a biglietti ufficiali di parterre lievitati fino a 5.000 dollari