Una gaffe sul colore degli occhi del fidanzato è diventata uno degli aneddoti più curiosi legati al nuovo album di Sam Smith. Hazel Eyes, quinto disco dell’artista, pubblicato ad agosto, prende infatti il nome dalla title track, nata come una romantica dedica a Christian Cowan.
Durante i preparativi e la promozione dell’album, Sam Smith ha raccontato di aver scelto il termine hazel convinto che indicasse semplicemente il colore della nocciola, quindi una tonalità marrone. In realtà, in inglese l’espressione hazel eyes non indica un semplice marrone chiaro o nocciola, ma una particolare tonalità cangiante, che può comprendere sfumature verdi, dorate e nocciola.
Gli occhi di Christian Cowan sono invece semplicemente marroni, cioè brown.
Quando Cowan ha fatto notare a Sam Smith la svista, però, il titolo dell’album e quello del brano principale erano già stati definiti. Così quella che poteva sembrare una gaffe è diventata un aneddoto ironico, raccontato dall’artista durante le interviste promozionali, compresa quella di ieri da Jimmy Kimmel, e sui propri canali social.
Al di là della curiosa scelta cromatica, Hazel Eyes rappresenta un capitolo molto personale nella carriera di Sam Smith. Il disco è caratterizzato da sonorità più intime e acustiche, che spaziano tra soul, folk, gospel e jazz, come confermano i singoli Love Is a Stillness, To Be Free, My Guy e Constant Companion.
Quando una gaffe diventa un titolo di successo
Quello di Hazel Eyes non è però l’unico caso in cui un equivoco, un errore o un curioso gioco di parole ha finito per entrare nella storia della musica.
Kurt Cobain, per esempio, era convinto che la scritta Kurt smells like Teen Spirit, lasciata dalla cantante Kathleen Hanna sulla parete della sua stanza, fosse una sorta di slogan anarchico e anticonformista. Scoprì solo dopo la pubblicazione del singolo che Teen Spirit era semplicemente il nome di una marca di deodorante per adolescenti utilizzata dalla sua ragazza dell’epoca.
Anche Taylor Swift è stata al centro di un curioso equivoco. Nel 2020, sulla copertina dell’edizione speciale di Folklore, molti fan notarono la scritta Woodvale parzialmente nascosta tra le chiome degli alberi. La scoperta diede vita a una complessa teoria su un possibile album segreto. Fu poi la stessa Taylor Swift a chiarire che Woodvale era semplicemente un nome provvisorio utilizzato dai grafici per nascondere il vero titolo prima dell’annuncio e rimasto accidentalmente nell’artwork finale.
Gli errori di Ringo Starr diventati storia dei Beatles
Tra i titoli più celebri nati da un lapsus ci sono poi quelli legati a Ringo Starr e ai Beatles.
Al termine di un’estenuante sessione di registrazione, prolungatasi fino a tarda sera, Ringo avrebbe esclamato, stremato, It’s been a hard day’s…, per poi rendersi conto che era ormai buio e correggersi al volo con …night!.
John Lennon trovò lo sproposito così surreale e divertente da trasformarlo nel titolo di A Hard Day’s Night, diventato poi anche il nome dell’album e del primo film dei Beatles.