Quando si parla di David Bowie e Freddie Mercury, viene naturale pensare subito a “Under Pressure”, il brano nato dall’incontro tra Bowie e i Queen e diventato uno dei classici assoluti degli anni Ottanta. Due delle personalità più forti, teatrali e riconoscibili della storia del rock nello stesso studio, entrambe abituate ad avere idee precise e pochissima voglia di fare un passo indietro.
Il risultato fu straordinario, ma dietro quella collaborazione c’era molto di più. David Bowie conosceva Freddie Mercury da prima che diventasse una superstar e, negli anni, sviluppò nei confronti del cantante dei Queen un’ammirazione autentica, mescolata però a una forte competizione artistica.
Come ricostruisce The Times in un approfondimento dedicato ai rapporti personali di Freddie Mercury, Bowie aveva conosciuto il futuro frontman dei Queen quando il personaggio che avrebbe conquistato gli stadi di tutto il mondo non era ancora nato del tutto. Bowie vide prima il ragazzo ambizioso e poi la rockstar capace di dominare qualsiasi palco.
David Bowie conobbe Freddie Mercury prima del successo dei Queen
Il loro primo incontro risale alla fine degli anni Sessanta. Freddie frequentava l’Ealing Art College e Bowie, che aveva già iniziato a farsi conoscere, si esibì nell’ambiente universitario. Mercury si offrì persino di dare una mano con il palco e con l’attrezzatura.
Anni dopo Bowie avrebbe ricordato quel ragazzo ancora lontano dall’immagine che tutti associamo oggi a Freddie Mercury: magro, determinato e già dotato di quella sicurezza che sarebbe poi diventata uno dei suoi marchi di fabbrica.
C’è anche un altro aneddoto diventato celebre. Poco tempo dopo i due si incrociarono nuovamente quando Freddie lavorava a Kensington Market. Bowie avrebbe avuto bisogno di un paio di stivali e Mercury glieli fece provare. Secondo alcune ricostruzioni glieli vendette, secondo altre glieli regalò. Vista oggi, la scena sembra quasi impossibile: Freddie Mercury che vende scarpe a David Bowie, prima che entrambi diventassero due delle più grandi icone della musica mondiale.
Perché David Bowie ammirava così tanto Freddie Mercury
Con il passare degli anni, quell’incontro giovanile si trasformò in vero rispetto artistico. Bowie vedeva in Freddie qualcosa che conosceva molto bene: la capacità di trasformare un concerto in spettacolo e il cantante in un personaggio gigantesco.
Mercury non si limitava a interpretare le canzoni dei Queen. Costruiva pose, movimenti, costumi e provocazioni. Ogni ingresso sul palco sembrava pensato per conquistare immediatamente il pubblico. Per Bowie era proprio questa libertà a rendere Freddie speciale. Entrambi avevano capito prima di molti altri che il rock poteva andare oltre il semplice concerto e diventare teatro, immagine e performance.
Il loro modo di arrivarci era differente. Bowie cambiava continuamente identità e personaggi; Freddie costruiva sul palco una versione enorme e spettacolare di se stesso. Ed è forse proprio per questo che, quando finalmente i due si ritrovarono davvero a lavorare insieme, l’incontro fu tanto produttivo quanto complicato.
“Under Pressure”: lo scontro tra David Bowie e Freddie Mercury
Nel 1981 David Bowie raggiunse i Queen ai Mountain Studios di Montreux. Quella che inizialmente doveva essere una semplice visita si trasformò in una jam session e poi nella nascita di “Under Pressure”.
L’atmosfera, però, non fu sempre tranquilla. Brian May ha raccontato negli anni che Bowie e Mercury finirono inevitabilmente per scontrarsi. Entrambi avevano una personalità dominante e soprattutto un’idea molto precisa di come dovesse suonare il brano.
Bowie interveniva con nuove proposte e cercava di portare il pezzo verso una determinata direzione. Freddie Mercury, dal canto suo, non era certo il tipo di artista disposto a rinunciare facilmente alla propria visione. Anche il metodo utilizzato per costruire le parti vocali contribuì alla particolarità del risultato. I musicisti registrarono diverse idee separatamente, lavorando molto sull’istinto, prima di assemblare le intuizioni migliori.
Le tensioni continuarono poi durante il lavoro sul brano. Brian May ha descritto quelle sessioni come difficili ma, allo stesso tempo, capaci di produrre qualcosa di irripetibile. ()
La rivalità tra Bowie e Freddie Mercury rese “Under Pressure” ancora più speciale
Alla fine fu probabilmente proprio quella competizione a rendere speciale l’incontro tra David Bowie e Freddie Mercury.
Non avevano bisogno di essere due amici inseparabili: erano due artisti consapevoli della propria forza, capaci di riconoscere immediatamente il talento dell’altro. L’ammirazione di Bowie per Freddie, quindi, non cancellava affatto la rivalità. Semmai la rendeva ancora più interessante. Quando due personalità così forti finirono nella stessa stanza, era quasi inevitabile che nascessero discussioni e piccole lotte di potere.
Ma è altrettanto difficile immaginare “Under Pressure” senza quelle tensioni. Ancora oggi la canzone sembra costruita proprio sul contrasto: due voci completamente diverse che si inseguono, si sovrappongono e sembrano quasi sfidarsi. Ed è forse questo il modo migliore per raccontare il rapporto tra David Bowie e Freddie Mercury: non una semplice amicizia e nemmeno una rivalità vera e propria, ma il riconoscimento reciproco tra due artisti che sapevano perfettamente quanto fosse speciale la persona che avevano davanti.