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Queen, altro che Stairway to Heaven: ecco qual è la migliore canzone rock di sempre in classifica


A cinquant’anni dalla sua uscita, “Bohemian Rhapsody” dei Queen continua a dominare le classifiche. Il capolavoro scritto da Freddie Mercury ha conquistato il primo posto nella classifica delle 500 migliori canzoni rock di sempre realizzata dalla radio britannica Planet Rock, riuscendo a battere persino uno dei brani più celebrati della storia: “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin.


La classifica è stata costruita attraverso i voti di migliaia di ascoltatori dell’emittente britannica e, secondo quanto riportato dalla fonte, la distanza tra i primi due posti sarebbe stata minima. A spuntarla, però, sono ancora una volta i Queen, con una canzone pubblicata nel 1975 e nata andando contro praticamente tutte le regole che all’epoca sembravano necessarie per realizzare un singolo di successo.




Bohemian Rhapsody prima nella classifica delle migliori canzoni rock di sempre


Nella classifica di Planet Rock, “Bohemian Rhapsody” occupa quindi il primo posto davanti a “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin, seconda per una manciata di preferenze.


È un risultato particolarmente significativo perché mette a confronto due brani che, per ragioni diverse, hanno superato da tempo i confini del semplice successo commerciale. Entrambi sono diventati simboli della storia del rock, ma nella nuova graduatoria sono i Queen ad avere la meglio.


E pensare che, quando “Bohemian Rhapsody” uscì il 31 ottobre 1975 come singolo di lancio dell’album “A Night at the Opera”, il suo successo era tutt’altro che scontato.




Freddie Mercury e la nascita di Bohemian Rhapsody


Dietro “Bohemian Rhapsody” c’era soprattutto l’ambizione musicale di Freddie Mercury. La canzone durava quasi sei minuti, non aveva un ritornello convenzionale e attraversava mondi completamente diversi: dalla ballata al pianoforte passava a una sezione operistica, per poi esplodere nell’hard rock.


Una struttura praticamente opposta a quella dei singoli radiofonici tradizionali dell’epoca.


Le registrazioni iniziarono nell’estate del 1975 e diventarono un lavoro particolarmente complesso. La parte operistica richiese numerose sovraincisioni vocali realizzate da Mercury, Brian May e Roger Taylor, utilizzate per creare l’effetto di un coro molto più ampio.


Il risultato fu una canzone difficile da classificare e ancora più difficile da accorciare. Proprio la durata, infatti, destava parecchi dubbi nell’industria discografica, ma i Queen decisero di non modificare il brano. Una scelta che avrebbe cambiato per sempre la loro carriera.


Bohemian Rhapsody e il successo nelle classifiche


La scommessa funzionò. Secondo Official Charts, “Bohemian Rhapsody” raggiunse il numero uno nel Regno Unito appena quattro settimane dopo il suo ingresso in classifica e rimase in vetta per nove settimane consecutive. Divenne così anche il singolo di Natale del 1975. Ma la storia di “Bohemian Rhapsody” nelle classifiche non finì con gli anni Settanta. Dopo la morte di Freddie Mercury nel 1991, il brano tornò nuovamente al primo posto nel Regno Unito e rimase in vetta per altre cinque settimane.


Anche negli Stati Uniti ebbe una seconda vita. Alla prima uscita aveva raggiunto il nono posto, mentre nel 1992, anche grazie alla celebre apparizione nel film “Wayne’s World”, arrivò fino alla seconda posizione.


Il video di Bohemian Rhapsody cambiò anche la storia della musica


Il successo della canzone è legato anche al suo celebre video musicale. Realizzato nel 1975, mostrava i quattro membri dei Queen immersi nel buio, con i volti illuminati in una composizione diventata immediatamente riconoscibile. Il video aveva inizialmente una funzione molto pratica: permettere alla band di promuovere il singolo in televisione senza dover essere fisicamente presente. Col passare degli anni, però, quelle immagini sono diventate parte integrante dell’identità di “Bohemian Rhapsody” e vengono spesso ricordate come uno dei passaggi fondamentali nell’evoluzione del videoclip moderno.


Bohemian Rhapsody continua a dominare anche su Spotify


La nuova vittoria nella classifica delle migliori canzoni rock dimostra soprattutto una cosa: “Bohemian Rhapsody” non vive soltanto di nostalgia.


A cinquant’anni dalla pubblicazione continua infatti a raccogliere numeri enormi anche sulle piattaforme digitali. Secondo Parade, alla fine del 2025 il brano aveva superato 2,6 miliardi di ascolti su Spotify, diventando una delle canzoni classic rock del Novecento più ascoltate in streaming. Dati successivi hanno indicato numeri ancora superiori, confermando come generazioni che non erano nemmeno nate nel 1975 continuino a scoprire il brano di Freddie Mercury.


Perché Bohemian Rhapsody continua a essere così amata


È forse questo il dettaglio più interessante della nuova classifica di Planet Rock. Nel 1975 “Bohemian Rhapsody” sembrava troppo lunga, troppo complessa e troppo strana per funzionare davvero nelle radio. Non rispettava le formule più comuni, cambiava continuamente stile e proponeva una struttura che sembrava quasi impossibile da trasformare in un successo commerciale.


Cinquant’anni dopo è invece al numero uno tra le 500 migliori canzoni rock di sempre, davanti persino a “Stairway to Heaven”. Quella che per i Queen rappresentava una scommessa è diventata uno dei brani più riconoscibili della storia della musica. E la nuova classifica dimostra che, almeno per gli ascoltatori di Planet Rock, Bohemian Rhapsody continua ancora oggi a essere la regina del rock.