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The Police, Every Breath You Take stava per essere buttata: Andy Summers svela il riff che la salvò


Pensare ai The Police significa inevitabilmente pensare a “Every Breath You Take”, il loro brano più famoso e una delle canzoni simbolo degli anni Ottanta. Eppure quello che sarebbe diventato un successo mondiale, stando al racconto di Andy Summers, stava per essere buttato: durante le registrazioni il pezzo non riusciva a trovare la sua forma definitiva e fu proprio il chitarrista, con un riff registrato praticamente al primo tentativo, a cambiare tutto.


A ricostruire la nascita di “Every Breath You Take” è Guitar Player, attraverso i ricordi del chitarrista dei Police. Sting e Stewart Copeland faticavano a trovare un accordo sull’arrangiamento e la lavorazione sembrava essersi arenata. Poi arrivò Summers. Quella che doveva essere semplicemente una nuova parte di chitarra diventò uno degli elementi più riconoscibili dell’intera carriera dei The Police.



Sting, i Police e la canzone che stava per essere buttata


Il dettaglio più curioso arriva da una dichiarazione che Andy Summers aveva già rilasciato a . Parlando del brano, il chitarrista aveva spiegato che la canzone, a un certo punto, era destinata a essere scartata.


Resta, ovviamente, il ricordo di Summers, e non c’è una ricostruzione ufficiale di quanto fosse davvero vicina l’idea di metterla da parte. Il quadro però è coerente con quello descritto da Guitar Player: un pezzo senza un arrangiamento convincente, due componenti della band che non si trovavano e una registrazione che non andava avanti.


The Police, come nacque il celebre riff di “Every Breath You Take”


Secondo quanto riportato da Guitar Player, Sting aveva inizialmente composto “Every Breath You Take” senza una vera e propria parte di chitarra. La prima impostazione ruotava principalmente attorno alla voce e a un accompagnamento di organo, ma per Summers mancava ancora qualcosa capace di dare al pezzo un’identità davvero riconoscibile.


Il chitarrista decise così di non limitarsi ad accompagnare gli accordi già presenti. Partendo dalla progressione armonica, costruì quella particolare sequenza arpeggiata che ancora oggi permette di riconoscere “Every Breath You Take” dopo pochissimi secondi.


La parte più sorprendente riguarda la registrazione. Andy Summers realizzò il celebre riff in una sola take, ottenendo immediatamente l’approvazione degli altri componenti della band. Secondo il suo racconto, proprio quella chitarra riuscì a dare alla canzone ciò che fino a quel momento era mancato. Per incidere la parte Summers utilizzò la sua Fender Telecaster del 1963 modificata, strumento diventato strettamente legato al suo stile e al suono dei Police.


Andy Summers e le influenze dietro la chitarra di “Every Breath You Take”


Dietro un riff apparentemente semplice c’era in realtà un lavoro armonico molto più articolato. Come spiega Guitar Player, Summers collega il suo modo di suonare anche alle esperienze maturate con Robert Fripp, alla chitarra classica e al suo interesse per le composizioni di Béla Bartók.


Influenze molto diverse tra loro che confluirono in una parte di chitarra essenziale ma immediatamente riconoscibile. Un’intuizione destinata ad assumere un peso enorme nella storia dei Police.


“Every Breath You Take”, dalla possibile bocciatura al successo mondiale


Il risultato finale fu completamente diverso dalle difficoltà incontrate durante le registrazioni. Pubblicata nel 1983 come primo singolo dell’album “Synchronicity”, “Every Breath You Take” raggiunse il numero uno sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito.


Negli USA rimase per otto settimane in testa alla Billboard Hot 100 e conquistò anche importanti riconoscimenti ai Grammy, tra cui quelli per Song of the Year e Best Pop Performance by a Duo or Group with Vocal. Fu inoltre il singolo più venduto negli Stati Uniti nel 1983, ricorda Guitar Player. A più di quarant’anni dalla pubblicazione, “Every Breath You Take” continua inoltre a ottenere numeri impressionanti sulle piattaforme digitali. Secondo i dati riportati dalla testata, il brano ha raggiunto circa 3,8 miliardi di ascolti su Spotify.


Numeri che hanno portato Andy Summers a considerare quella sua parte di chitarra uno dei riff più ascoltati della storia. C’è però un dettaglio sul quale il chitarrista dei The Police continua a nutrire qualche rimpianto. Visto il contributo decisivo dato alla trasformazione della canzone, Summers ritiene che il suo lavoro avrebbe meritato un riconoscimento maggiore anche nei crediti di composizione.


Rimane comunque una delle storie più curiose dietro “Every Breath You Take”: una canzone che, a sentire il suo chitarrista, stava per essere buttata e che, grazie a un riff registrato in una sola take, sarebbe diventata il più grande successo dei Police.