Può un concerto da record trasformarsi in un esperimento accademico di alto livello? Quella che inizialmente doveva essere solo una celebrazione musicale si è trasformata in un’occasione di ricerca senza precedenti. Il live di Ultimo, previsto per il 4 luglio a Tor Vergata, non è più soltanto il raduno per i fan dell’artista, ma un vero e proprio caso di studio scientifico che coinvolge l’Università di Roma.
L’impatto acustico sotto la lente di ingrandimento
Il progetto, voluto dal rettore Nathan Levialdi Ghiron, trasforma i 15 ettari del campus in un laboratorio a cielo aperto. Il primo obiettivo della ricerca riguarda l’acustica ambientale. Coordinati dai docenti del dipartimento di Ingegneria Elettronica, Marco Re e Mauro De Sanctis, gli studenti analizzeranno la propagazione delle onde sonore in uno spazio aperto. Utilizzando l’imponente impianto fornito da Agorà, il team monitorerà la dispersione dell’energia sonora, registrando le fluttuazioni dei decibel nelle aree laterali e posteriori al palco, per comprendere come il suono si comporti in assenza di barriere naturali.
Stress test digitale per 250mila dispositivi
Il secondo filone di ricerca punta dritto al cuore delle telecomunicazioni. Con 250mila spettatori attesi, il campus si prepara a diventare un cluster ad altissima densità digitale. I ricercatori effettueranno misurazioni passive per valutare la tenuta della rete mobile sotto un carico estremo. L’obiettivo è raccogliere dati inediti sulla gestione del traffico dati: in un perimetro così ristretto, la contemporaneità di dirette streaming, foto e video caricati sui social rappresenta uno stress test unico per le celle telefoniche e i ripetitori locali.
Dalla teoria al backstage: il lavoro sul campo
Il progetto supera i confini della pura analisi scientifica per aprirsi al mondo del lavoro. Un gruppo di studenti dell’ateneo romano avrà infatti l’opportunità di affiancare lo staff di Vivo Concerti, la società organizzatrice dell’evento. Attraverso internship extracurricolari e tirocini formativi, i ragazzi entreranno nel vivo della macchina logistica, scoprendo i meccanismi che regolano un live di portata internazionale. Un’esperienza che trasforma la teoria accademica in una pratica professionale diretta, abbattendo la barriera tra aula universitaria e realtà lavorativa.
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