Ci sono telefonate che acquistano un significato completamente diverso solo dopo. Per Dale Davis, bassista e direttore musicale di Amy Winehouse, è successo con l’ultima conversazione avuta con la cantante: una chiamata arrivata la sera prima della morte di Amy Winehouse, quando nessuno poteva immaginare ciò che sarebbe successo poche ore più tardi.
Davis lavorava con Amy dal 2003 ed era diventato una delle persone più vicine a lei anche dal punto di vista professionale. Come racconta MusicRadar, riprendendo una sua intervista al Times, quella sera Amy lo contattò dopo aver trascorso del tempo a riguardare su YouTube alcune vecchie esibizioni.
Fu proprio osservando quei video che la cantante gli fece una domanda destinata a rimanere impressa nella memoria del musicista.
Amy Winehouse, cosa disse nell’ultima telefonata al suo bassista
Rivedendosi esibirsi, Amy Winehouse sembrava quasi sorpresa dalle proprie capacità vocali e cercò da Davis una conferma sul suo talento. Il bassista non ebbe dubbi e cercò di rassicurarla, ricordandole quanto fosse speciale la sua voce.
Un momento che, preso da solo, poteva sembrare una normale conversazione tra due persone abituate a lavorare insieme. Sapendo però che Amy sarebbe morta il giorno seguente, quel ricordo ha assunto negli anni un significato inevitabilmente più doloroso.
Non c’era nulla, però, che facesse pensare a un addio. Anzi: Amy Winehouse e Dale Davis stavano già organizzando il giorno successivo. Il musicista avrebbe dovuto incontrarla e Amy aveva in programma di accompagnare suo figlio al cinema.
I due si salutarono quindi normalmente, con affetto, senza sapere che quella sarebbe stata la loro ultima conversazione. Davis non avrebbe più sentito la voce della cantante. A ricostruire l’episodio è MusicRadar, che ha riportato il racconto del bassista.
Dale Davis era al fianco di Amy Winehouse dagli inizi della carriera
Il peso di quel ricordo diventa ancora più evidente considerando il rapporto tra i due. Dale Davis non era soltanto il bassista della band di Amy Winehouse, ma anche il suo direttore musicale e l’aveva accompagnata durante alcuni degli anni più importanti della sua carriera.
Davis aveva iniziato a lavorare con lei nel 2003, prima che il successo internazionale trasformasse Amy in una delle cantanti britanniche più riconoscibili della sua generazione.
Il suo racconto è tornato d’attualità in occasione dei 20 anni di “Back to Black”, pubblicato il 27 ottobre 2006 e diventato il disco simbolo di Amy Winehouse. Per l’anniversario sono state realizzate nuove iniziative dedicate all’album e alla sua eredità musicale.
Amy Winehouse morì il 23 luglio 2011 a soli 27 anni
“Back to Black” portò Amy Winehouse al successo mondiale, ma la notorietà coincise anche con un periodo personale sempre più complesso. Il 23 luglio 2011 la cantante venne trovata morta nella sua casa di Camden, a Londra. Aveva appena 27 anni.
A distanza di quindici anni dalla sua scomparsa, il racconto di Dale Davis aggiunge così un dettaglio particolarmente toccante agli ultimi momenti della vita di Amy Winehouse.
Poche ore prima di morire, la cantante stava riguardando le proprie esibizioni e sembrava riscoprire con stupore il talento che il pubblico aveva già riconosciuto da tempo: quella voce inconfondibile che, ancora oggi, continua a renderla una delle artiste più amate e riconoscibili della musica contemporanea.