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Medio Oriente, crisi degli animali domestici lasciati soli: Grecia e Francia li salvano con voli speciali


Mentre i missili solcano i cieli del Medio Oriente, una crisi silenziosa si consuma a terra: quella degli animali domestici. Cani, gatti e altri pet, spesso considerati parte della famiglia, restano indietro nelle evacuazioni o vengono abbandonati in massa. Ma qualcosa si muove. Grecia e Francia hanno attivato misure straordinarie per riportare a casa cittadini e i loro compagni a quattro zampe, mentre a Dubai i rifugi sono al collasso per l’aumento degli abbandoni.


Grecia, il volo che ha salvato 45 animali: “Non sono bagagli”


Un ponte aereo da Abu Dhabi ad Atene ha scritto una pagina inedita di solidarietà. Il 23 marzo 2026, un volo speciale di Aegean Air ha evacuato 101 persone e 45 animali, superando le barriere logistiche imposte dalla chiusura dello spazio aereo. “Gli animali non sono bagagli, fanno parte della famiglia”, ha dichiarato Nikos Chrysakis, Segretario del Ministero dell’Interno greco per la Protezione degli Animali da Compagnia. L’operazione, coordinata dai ministeri degli Esteri e dell’Interno, ha permesso a molti greci di fuggire senza separarsi dai propri pet, accolti all’atterraggio tra abbracci e lacrime.


Francia, la deroga che ha aperto le porte ai pet in fuga


Anche Parigi ha agito. Il 12 marzo, il Ministero dell’Agricoltura francese ha introdotto una deroga temporanea fino al 30 aprile per facilitare il rimpatrio di cittadini con cani e gatti dai Paesi del Golfo. Le rigide norme sanitarie sull’importazione di animali sono state allentate, a patto che i proprietari si rivolgessero a un veterinario e si registrassero presso le autorità sanitarie. Una misura d’emergenza per evitare che la burocrazia diventasse un ostacolo insormontabile in un contesto già drammatico.


Dubai, l’altra faccia della crisi: rifugi al collasso ed eutanasie in aumento


Mentre l’Europa organizza ponti aerei, a Dubai la situazione precipita. Rifugi, veterinari e volontari segnalano un’impennata di abbandoni: animali lasciati in case vuote, legati fuori dai supermercati o abbandonati per strada. Le richieste di eutanasia per pet sani sono in crescita, e i costi delle cure veterinarie lievitano. “Gli animali domestici sono le prime vittime silenziose delle evacuazioni”, denunciano le associazioni locali. Con i rifugi al limite della capacità, la crisi umanitaria si intreccia a quella animale, in un’emergenza che rischia di passare inosservata.


Cosa succede ora? Le sfide logistiche e le soluzioni possibili


Le evacuazioni organizzate da Grecia e Francia rappresentano un segnale positivo, ma la strada è ancora lunga. Le difficoltà logistiche – dalla chiusura dello spazio aereo ai controlli sanitari – rendono ogni operazione complessa. Intanto, le associazioni animaliste chiedono protocolli d’emergenza per includere gli animali nei piani di evacuazione, evitando che diventino “danni collaterali” dei conflitti. Una lezione che, in un mondo sempre più instabile, potrebbe fare la differenza.




foto: iStock.