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L’enorme rete da pesca che sfida l’isola di rifiuti: 100mila chili di immondizia da riciclare


Nell’Oceano Pacifico si è creata negli anni una vera e propria isola formata da soli rifiuti, per lo più di plastica, che ha raggiunto delle dimensioni allarmanti tra i 700.000 km2 e i 10 milioni di km2. Difficile stimarne precisamente l’estensione, che nel migliore dei casi potrebbe essere quanto la Penisola Iberica, però si è riusciti a stimare il quantitativo di rifiuti che contiene che sarebbe di 100.000 chili.


Un ammasso di rifiuti creati dalle attività umane, in particolare dalla pesca, che sta uccidendo diversi animali come gli uccelli marini e le tartarughe che vi rimangono incastrati oppure che ne ingeriscono per sbaglio alcune parti e rimangono soffocati.


L’enorme rete da pesca che sfida l’isola dei rifiuti


Negli anni sono state proposte tantissime soluzioni per eliminare questo gigante di plastica che invade i mari, una fra tutte sembra essere la più promettente. È dell’organizzazione non governativa “The Ocean Cleanup” ed ha ideato un’enorme e sofisticata rete da pesca che promette di catturare i rifiuti in mare e di trasportarli a terra per essere poi prontamente riciclati.




Si chiama System 03 e consiste in una rete chilometrica a forma di U che viaggiando sul filo dell’acqua cattura e trasporta su una nave l’immondizia rilasciata in mare. È talmente fine che riesce persino a catturare le plastiche di pochi millimetri.  


“Le correnti che circolano nella discarica spostano la plastica, creando punti caldi naturali e sempre mutevoli di maggiore concentrazione. Con l’aiuto della modellazione computazionale, prevediamo dove si trovano questi hotspot e collochiamo i sistemi di pulizia in queste aree. Mantenendo una differenza di velocità relativa rispetto alla plastica, la plastica può rimanere intrappolata nella zona di ritenzione del sistema di pulizia.” Così viene presentata l’innovativa rete sul sito della ONG.


L’obiettivo della ONG è di catturare entro il 2040 il 90% dei rifiuti che galleggiano in mare e salvarne così animali ed ecosistema.


Foto: Naja Bertolt Jensen Unsplash