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Laghi e fiumi italiani, acque interne da record: il 92,7% è eccellente


L’Italia non brilla solo per i suoi mari cristallini: anche laghi e fiumi stanno conquistando la vetta della qualità. Secondo gli ultimi dati del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), il 92,7% delle acque interne monitorate raggiunge la classe “eccellente”, la più alta prevista dalla normativa europea. Un risultato che conferma l’efficacia dei controlli ambientali e la salute degli ecosistemi acquatici del Belpaese.


Acque interne italiane: la fotografia nazionale


Su 673 chilometri di acque interne monitorate, ben 624 chilometri (il 92,7%) sono stati classificati come “eccellenti”. Altri 28 chilometri (4,1%) rientrano nella categoria “buona”, mentre solo 14 chilometri (2,1%) sono stati giudicati “sufficienti”. Le situazioni più critiche sono residuali: appena 6 chilometri (0,9%) sono stati classificati come “scarsi”, e solo 1 chilometro risulta ancora non classificato per mancanza di dati storici sufficienti.


Le regioni con le acque interne al 100% eccellenti


In testa alla classifica delle acque interne più pulite ci sono sei regioni e province autonome che hanno raggiunto il 100% di eccellenza: Friuli-Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria e Veneto. A seguire, il Lazio con il 97,7% e le Marche con il 93,7%. Anche le regioni con percentuali più basse, come la Lombardia (86,7%) e il Piemonte (68,2%), contribuiscono a mantenere alto il dato nazionale.


Ecco la classifica completa delle regioni e province con le acque interne eccellenti:



Controlli capillari: come funziona il monitoraggio


Dietro questi risultati c’è un sistema di monitoraggio rigoroso, gestito dalle Agenzie regionali per l’ambiente (ARPA) e, in alcuni casi, dalle strutture sanitarie locali. I controlli vengono effettuati durante tutta la stagione balneare, con campionamenti periodici per verificare la presenza di contaminanti microbiologici come Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori chiave della qualità delle acque.


In caso di anomalie o superamenti dei limiti, i risultati vengono immediatamente comunicati alle amministrazioni locali, che possono adottare provvedimenti come divieti temporanei di balneazione per garantire la sicurezza dei cittadini.


Oltre ai controlli microbiologici, il sistema prevede approfondimenti per individuare eventuali sostanze inquinanti o fenomeni naturali che potrebbero compromettere la qualità delle acque. L’obiettivo è garantire non solo la balneazione sicura, ma anche la tutela degli ecosistemi acquatici, confermando l’attenzione costante dedicata alla salvaguardia delle risorse idriche italiane.




Foto: iStock.