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Il paradiso verde di Ed Sheeran: 14.000 alberi per far rinascere la fauna selvatica


Ed Sheeran ha una passione che va ben oltre la musica: da anni sta trasformando parte della sua tenuta nel Suffolk, in Inghilterra, in un vero e proprio rifugio per la natura. Tutto è cominciato nel 2016, quando il cantautore ha deciso di convertire un campo coltivato in uno stagno e in un prato dedicato alla fauna selvatica, installando anche un alveare per sostenere gli impollinatori della zona.


Da un campo arato a 14.000 alberi in cinque anni


A distanza di cinque anni da quella prima trasformazione, il risultato ha superato ogni aspettativa: sulla proprietà sono stati piantati 14.000 alberi e la fauna selvatica è tornata a prosperare in ogni angolo del terreno.


Sheeran stesso ha raccontato a Hits Radio Breakfast come il paesaggio sia cambiato radicalmente rispetto al semplice campo arato di un tempo, oggi popolato da moltissimi animali grazie anche alla scelta di lasciare crescere liberamente l’erba dei prati. Un piccolo grande esempio di come un terreno privato possa trasformarsi in un habitat ricco di vita in pochi anni.



Uno stagno, un prato e tanti animali felici grazie a Ed Sheeran


Lo stagno realizzato per la fauna selvatica è diventato oggi un rifugio prezioso per uccelli e animali acquatici, mentre il prato lasciato crescere liberamente offre erbe e fiori selvatici, cibo e riparo per insetti e piccoli animali. Insieme, questi interventi hanno contribuito a migliorare in modo concreto la biodiversità locale, restituendo alla campagna del Suffolk una ricchezza naturale che il semplice campo coltivato non poteva offrire.


L’obiettivo dichiarato dell’artista è continuare ad acquistare nuovi terreni da destinare alla piantumazione di alberi, contribuendo al sequestro di carbonio e al più ampio movimento globale del rewilding, sempre più diffuso tra chi possiede grandi appezzamenti di terra. Un impegno che va oltre la sua carriera musicale e che Sheeran porta avanti con la stessa cura dedicata alle sue canzoni, dimostrando come anche i proprietari terrieri privati possano fare la differenza per l’ambiente, un albero alla volta.